mercoledì 25 aprile 2018

un pò di me : chi sono , cosa faccio e come posso esserti utile

           


Ti ho raccontato come ho cominciato, quali sono le mie creazioni che vanno di più, quello che di sicuro non posso fare per te, ma finora sono sempre stata un pò allergica a parlarti di me...

Con questo post invece ho deciso di aprirmi   di più, perchè ho capito che chi sceglie le mie creazioni sceglie anche me, ed è giusto presentarmi come si deve; e anche perchè mi sembra doveroso verso tutte le mie clienti che mi scrivono, mi raccontano, mi inviano foto meravigliose dei loro bimbi e delle loro camerette, aprendomi la porta di casa:  è arrivato il momento di ricambiare con affetto, facendo un passettino fuori dalla mia "comfort zone" e superando la timidezza e la mia naturale avversione a stare al centro dell'attenzione.

Sono Alessandra, classe 1976, e sono una crafter.

Ho avuto la fortuna di nascere in Sardegna, sul mare, e amo con tutta me stessa la mia terra e il mio paese; sicuramente la mia personalità è stata influenzata dalla cultura milleneria dell'Isola e dagli splendidi pesaggi in cui è immersa, e l'amore per la natura ha sempre fatto parte di me.

Per diverso tempo ho viaggiato e fatto esperienze in giro per l'Italia, ma ormai da più di dieci anni ho deciso di stabilirmi in pianta stabile a Santa Teresa G., dove sono nata.

Ora vivo in una casetta in campagna, che era il mio sogno fin da bambina; dalla finestra si vede il mare, e io non potrei essere più felice.





Non ho mai incontrato un uomo che mi facesse venire il desiderio di metter su famiglia, sono single, niente figli , ma ho  due magnifici coinquilini e compagni di vita : Leo (il cane) e Albino ( ultimo arrivato, il gatto) 





Mi sono avvicinata al mondo della creatività un pò per caso, e da subito ho capito che finalmente era chiaro quello che "volevo fare da grande" ; la  passione per il mondo dell'infanzia mi ha spinto in modo molto naturale a fare handmade per i bambini: 
La Bottega della Strega è il mio piccolo brand, il laboratorio dove nascono complementi d'arredo studiati per portare colore, allegria, e anche un pò di magia nelle camerette dei piccoli.

Sono partita da zero, ho sperimentato, studiato, sbagliato e ricominciato, e oggi ho ben chiara la mia vision e ciò che voglio comunicare attraverso il mio lavoro: 
creazioni personalizzate e preziose , non tanto nei materiali, spesso di riciclo, ma per il fatto che nascono per celebrare l'unicità del loro piccolo destinatario.







Niente personaggi dei cartoni, commerciali e spinti dalla pubblicità (e coperti da copyright, cosa da non dimenticare) ma disegni e illustrazioni presi dal quotidiano, con forme semplici e intuitive, e super colorati.

Niente principesse, perchè si, ogni bimba è speciale, ma a suo modo, e non di certo perchè in testa ha una corona (con tutto ciò questo simbolo rappresenta)

Bimbi rotondetti e sorridenti, di tutte le parti del mondo, lontani da classificazioni e stereotipi, perchè "diverso" è bello e crea un valore aggiunto alla nostra "normalità".

Quadri, scrigni, attività ispirate alla pedagogia montessoriana, piccoli complementi d'arredo che amo creare insieme a chi me li commissiona, scegliendo i colori e le illustrazioni a seconda di cosa davvero piace ad un bimbo piuttosto che ad un altro. 
Regali per la nascita o il compleanno "su misura" per i piccoli festeggiati.





Confrontandomi con artisti e artigiani ho scoperto il vero valore dell'handmade, così lontano e controcorrente rispetto ai canoni di "usa e getta" a cui il consumismo ci ha abituato, che sono diventati la nostra quotidianità senza che neanche ce ne accorgessimo: prodotti in serie, materiali scadenti e spesso nocivi, nessun rispetto per i lavoratori che sono solo parte di un gigantesco ingranaggio e che meno costano, meglio è.

Tutt'altro mondo è quello dei laboratori, delle piccole botteghe dove qualcuno proprio ora sta creando per te un oggetto speciale, facendo attenzione alla scelta dei materiali, ad ogni piccolo particolare, e che porta con sè l'impronta e l'unicità delle mani che lo hanno realizzato: ecco, io sono felice di far parte di questo sistema, e voglio dare il mio contributo per sostenerlo e farlo conoscere.




Se ti ritrovi in quello che hai letto finora, se sei alla ricerca di un regalo speciale o vuoi dare un tocco di colore alla cameretta del tuo bambino, se cerchi per lui delle attività che lo divertano e allo stesso tempo stimolino i suoi sensi e lo sviluppo cognitivo, ecco quello che posso fare per te:

consigliarti sull'arredamento della cameretta, seguendo lo stile montessoriano

studiare una palette colore personalizzata a seconda dei tuoi gusti e delle tue esigenze 

scegliere le illustrazioni più adatte per realizzare quadri personalizzati e  complementi d'arredo 

creare la tua Lista Bebè, per la nascita o il compleanno, con una selezione delle mie creazioni che preferisci e che potrai condividere con amici e parenti per aiutarli a scegliere il regalo giusto per voi

realizzare una Tavola delle Attività, il pannello montessoriano con cui il bimbo impara giocando l'ultilizzo di oggetti di uso comune, dalla zip al passante, studiata a seconda dell'età e dei gusti di tuo figlio

aiutarti a trovare un regalo unico e speciale, fatto su misura per il bimbo che lo riceverà.

Se hai bisogno di me scrivimi una mail o inviami un messaggio sulla pagina facebook della Bottega della Strega, sarò felice di esaudire i tuoi desideri!

e se questo post ti è piaciuto, aiutami a farmi conoscere e condividilo con amiche che amano l'handmade, per i piccoli brand come il mio il passaparola è fondamentale.

Ti ringrazio in anticipo e ti aspetto presto in Bottega!





martedì 10 aprile 2018

Bambini e tecnologia: è giusto dare libero accesso tablet e smartphone?




Torna a trovarci sul blog la Dottoressa Terri , la psicologa Teresa Mainiero che  oggi ci  parla del rapporto con la tecnologia: è giusto dare libero accesso a tablet e smartphone ai nostri piccoli? 

Ecco cosa ne pensa la nostra dottoressa amica dei bambini:

"Negli ultimi anni, l’avanzare della tecnologia ha avuto una diffusione così rapida da sfuggirci di mano, ma al contempo, ha dato la possibilità di porsi delle domande e riscoprire vecchi mondi che erano stati quasi dimenticati.

Pensate un attimo a ciò che state leggendo proprio ora: un articolo, in un blog, un sito, una pagina per genitori, in cui si evidenziano vecchi metodi educativi e accessori appositi,sponsorizzato in rete, scritto da una psicologa che si è rifatta alla bibliografia specifica in materia di vecchi testi, che sono stati ora digitalizzati e quindi resi facilmente accessibili. 
Sembra tutta un paradosso, eppure è questo quello che sta succedendo, mondi diversi che si fondono e possono dar vita a qualcosa di meraviglioso.

Non è mia intenzione tediarvi con numeri e statistiche, né tantomeno cercare di trovare la definizione migliore tra nativi digitali (Prensky 2001) o net generation (Tapscott 1999) quanto piuttosto portarvi a riflettere provando a comprendere, se e in che modo i cambiamenti che si sono registrati nel corso degli anni coinvolgono il modo di pensare, di apprendere, di percepire l’identità dei vostri figli e di conseguenza le relazioni con gli adulti.




Secondo voi come mai i bambini piccoli sono così attratti dai tablet?

Partiamo dalle origini: ogni bambino possiede in maniera innata, la capacità di apprendere attraverso l’esperienza, questa capacità si chiama rappresentazione enattiva o operativa, così definita dallo psicologo cognitivista Jerome Bruner; 
questa abilità importantissima nelle prime esperienze, viene via via sostenuta con la crescita, dalla possibilità di sfruttare le immagini e successivamente il linguaggio, ad altre modalità rappresentative simboliche.

La modalità rappresentativa, è quella che i bambini utilizzano nei loro primi tentativi di esplorazione del mondo, che avvengono principalmente a livello tattile: essendo questa, la modalità di interazione prediletta delle tecnologie touchscreen, anche i bambini di pochi mesi ne sono attratti. Inoltre, gli stimoli luminosi, i colori vivaci e i suoni sono attrattive comuni con molti dei giocattoli che i bambini a questa età usano, ed è per questo che riscuotono un così grande successo.




La domanda da porsi ora è, “cosa succede da un punto di vista cognitivo ad un bambino quando è esposto al display tattile di un tablet a lungo?”.

Mentre psichiatri infantili come Serge Tisseron coniano la regola del 3,6,9,12 che suggerisce nessun schermo digitale fino ai tre anni compiuti, nessuna console di videogiochi fino ai sei anni, nessun accesso ad Internet prima dei nove e accesso libero alla rete solo dopo i 12 anni, c’è chi mantiene un atteggiamento più neutrale. 
Il prof. Giuseppe Riva (docente di psicologia dei nuovi media presso l’Università Cattolica di Milano) , ha evidenziato alcuni pro e contro dell’utilizzo dei nuovi dispositivi touchscreen da parte dei più piccoli, affermando che: se da un lato migliora il processo di coordinamento dei movimenti e velocizza il processo decisionale, dall’altro l’utilizzo intuitivo di tali dispositivi riduce la capacità di mantenere l’attenzione su un compito a lungo.
Inoltre Riva afferma che, il multitasking (tipico di questi strumenti) richiede un uso distribuito dell’attenzione, che potrebbe in qualche modo penalizzare lo sviluppo delle abilità di attenzione sostenuta e delle capacità attentive in generale, anche se, la stessa caratteristica, sembrerebbe stimolare le abilità di integrazione cognitiva e l’elevata intuitività, fornire un’importante motivazione e un rinforzo all’utilizzo.

Gli aspetti caratteristici dei “nativi di digitali”, sembrano essere una maggior capacità di acquisire informazioni, e quella di sviluppare processi di pensiero differenti, per via della possibilità di essere sempre connessi alla rete.
Di contro però, tali aspetti comportano un maggior rischio di “dipendenza” dalla rete stessa, in quanto senza di essa non si è mai allenata la capacità di recuperare informazioni; inoltre, è vero che i nativi digitali, posseggono un numero di informazioni estremamente maggiore rispetto ai bambini di qualche hanno fa, ma accumulano molte lacune rispetto alle informazioni stesse, minando in questo modo le loro future competenze di base.

Altri studi di carattere neuropsicologico, sembrano evidenziare come l’uso di strumenti informatici attivino aree cerebrali diverse, rispetto a quelle sollecitate da altre esperienze sensomotorie, pertanto è fondamentale che vengano sollecitate entrambe.

Lo so vi sto confondendo, ma purtroppo la gioventù delle ricerche in materia è ancora molto contrastante.

Personalmente credo che, l’unico modo per filtrare in maniera corretta questo tipo di dati, sia l’informazione, ed è per questo che è necessario partire dalle basi.
Per un bambino, la percezione è lo strumento con cui corpo e mondo esterno entrano in contatto, dando inizio all’opera di co-costruzione della mente, quindi, il contesto diventa di primaria importanza rispetto alla gamma di esperienze a cui il bambino può accedere, e chi ha il compito di selezionare il contesto? Voi. 





Se il contesto che fornite è dato solo da supporti informatici, sicuramente i bambini diventeranno abilissimi nel riconoscere le immagini del desktop, le icone delle applicazioni e il loro funzionamento, ma avranno delle carenze in altro.



Attività di manipolazione con materiali quali plastilina, pongo, tempere a dita, costruzioni o giochi fisici come il pallone, il parco, sono molto importanti per permettere al bambino di sviluppare il proprio schema corporeo e affinare la coordinazione oculo manuale. Per i bambini, così come per gli adulti (anche se tanti lo hanno scordato) è fondamentale fare esperienze che coinvolgano i cinque sensi, e lo è ancor di più dare rilievo ai giochi esperienziali che consentono di percepire il proprio corpo nello spazio. Una difficoltà motoria, infatti, influenza sia lo sviluppo del linguaggio sia le attività di lettura e scrittura.




Ora, io non vorrei azzardare ipotesi che non possono avere una validità scientifica anche perché la letteratura in materia è poca e io non sono una ricercatrice, ma ho il dubbio (sappiate che amo insinuarmi e insinuare un dubbio che ci porti ad avere una maggiore attenzione) che l’aumento smodato di disturbi dell’apprendimento dei piccoli di oggi possa avere una correlazione con queste difficoltà.

Personalmente concordo con chi sottolinea che un uso regolamentato e consapevole del tablet possa essere utile, a patto però che venga affiancato ad altre attività, come la lettura, il gioco libero, i giochi immaginativi, le attività creative e via dicendo.



 Non dimenticate infatti che, mentre per gli adulti tablet, smartphone sono l’ultima evoluzione di un progresso tecnologico portato avanti negli anni, per i bambini che nascono oggi si tratta di oggetti di uso comune, la cui quotidianità deve essere ancora completamente costruita. Non è un bene considerare questi strumenti una baby sitter ma occorre considerarli come un mezzo, e non un fine, di condivisione ed esperienza con i propri figli.
A voi genitori che probabilmente avete letto il tutto, in cerca di qualche consiglio, suggerisco di prestare attenzione alla scelta delle app che scaricate per i vostri figli, chiedetevi se sono adatte alla sua età e alla sua persona (lo stesso vale per i programmi tv); 
date un’occhiata ai contenuti, al contesto (ovvero per quanto tempo, con quale frequenza e con quali modalità mio figlio utilizza il tablet o guarda la tv? Lo sostituisce a tutto il resto?); 
Stabilite delle regole, per voi e per loro e soprattutto non dimenticate che siete il loro esempio, la loro guida, e come dice Marie von Ebner-Eschenbach 

“I bambini danno molta più importanza a ciò che i genitori fanno, che a ciò che essi dicono” 




E allora,  quando sembra che non ascoltino le vostre parole, prendete il loro viso tra le mani, guardateli intensamente, spiegate loro quello che non hanno voluto udire e accompagnateli nel tortuoso mondo del saper fare."

E tu come gestisci tablet e smartphone con i tuoi bimbi?
Se hai dubbi o perplessità in merito e vuoi approfondire l'argomento con la Dottoressa Mainiero, sul suo sito trovi tutti i contatti per richiedere una consulenza personalizzata.


Ti è piaciuto questo articolo? allora condividilo! E se non vuoi perderti neanche un post dal blog della Bottega della Strega iscriviti alla newsletter.






Bibliografia:
“Cosa ci ha rubato la tecnologia?”, articolo apparso su La mente è meravigliosa il 28 ottobre 2015

Endangered Minds: Why Children Don’t Think—and What We Can Do About It; M.Healy J. 1999

Genitori tecnovigili per ragazzi tecnorapidi ; Mazzucchelli C; pubblicato da Delos Digital nella collana Techovisions.

“Infanzia, media e nuove tecnologie: strumenti, paure e certezze” di Pira, Marrali, ed. Franco Angeli (2007).

MEDIA EDUCATION – Studi, ricerche, buone pratiche © Edizioni Centro Studi Erickson S.p.a.ISSN 2038-3002 –Vol. 7, n. 2, anno 2016.

Proust e il calamaro. Storia del cervello che legge;Wolf M; 2009.

mercoledì 4 aprile 2018

attività per i bimbi 6/12 mesi: Il cesto dei tesori





Spesso mi viene chiesto di realizzare i pannelli delle attività per bimbi molto piccoli, ma  nonostante anche loro abbiano una gran voglia di toccare e scoprire, i pannelli non sono indicati prima dei 10/12 mesi.
Per offrirti una valida alternativa, ho fatto un pò di ricerca sui vari siti specializzati in giochi montessoriani , intervistato mamme e tate, e ho scoperto "Il Cesto dei Tesori", un'attività che impegna molto i bimbi e molto semplice da realizzare con oggetti che facilmente troverai a casa.

Intorno agli anni '50, la pedagogista Elinor Goldschmied sperimenta una tecnica ludica rivolta ai bambini dai 6 ai 10 mesi, età in cui sono già in grado di stare seduti da soli e afferrare gli oggetti, ma non riescono a raggiungere autonomamente ciò che li attira e li incuriosisce visto che ancora non camminano; ecco allora il Cesto dei Tesori, da riempire con varie attività e mettere a disposizione del piccolo. 

Si tratta di un normale cesto di vimini, riempito con oggetti semplici, fatti con materiali naturali, che il bambino imparerà a conoscere attraverso il tatto (materiali di consistenza diversa) il gusto (tenderà ad "assagiare" tutto ciò che tocca) la vista (colori e dimensioni differenti) l'udito (suoni che provengono dal movimento dei vari oggetti) e l'olfatto (il bimbo viene stimolato anche dall'odore dei materiali naturali) .
Nella versione originale non sono inseriti oggetti di plastica nè giocattoli.





Resterai stupita dalla curiosità del tuo bimbo,  dall'attenzione che riserva ad un'oggetto piuttosto che ad un altro, ed è importante che gli adulti lascino massima libertà durante il gioco, limitandosi ad osservare senza intervenire.

Ecco allora qualche idea su cosa mettere nel tuo Cesto dei Tesori: 

pigne, piccoli sassi, tappi di sughero,  spugne naturali e sintetiche







sonagli e oggetti che fanno rumore: un'idea può essere quella di riempire a metà le bottiglie usate dello shampoo con lenticchie o fagioli, in modo da creare una sorta di maracas fai da te (ricorda di sigillare bene la bottiglia)

mestoli e utensili da cucina in legno, mollette da bucato







scatoline di varie dimensioni (ricordati di metterci dentro qualcosa, i bimbi adorano "l'effetto sorpresa") , scampoli di stoffa di  forme e tessuti diversi





nastri e oggetti in cui si possano infilare e sfilare : le rocchette vuote del filo da cucire, il rotolo interno dello scottex, vecchi bracciali rigidi della mamma, gli anelli della tenda doccia



e ancora : piumini da cipria, spazzolini da denti, sottopentola, gomitoli di lana, mazzi di chiavi...e se hai bisogno di altre idee, ecco la mia bacheca su Pinterest dove ho raccolto immagini e link a tema.

Un'ultimo suggerimento: se dovete fare un viaggio o semplicemente andare a pranzo dai nonni, sostituisci il cestino con un contenitore ermetico in modo da poterlo trasportare agevolmente con tutto il suo magico contenuto!

Spero di esserti stata utile e aspetto le foto del tuo cesto dei Tesori! Se il tuo bimbo ci gioca, scrivi nei commenti che cosa ci hai messo dentro e quali sono i suoi oggetti preferiti, l'esperienza diretta è quella che dà sempre i consigli migliori!

Ti è piaciuto questo post? Condividilo! E se vuoi ricevere gli aggiornamenti dal blog, le novità dal laboratorio creativo e un buono acquisto da 10 euro da utilizzare per i prodotti de La Bottega della Strega,  iscriviti alla newsletter