mercoledì 17 maggio 2017

Fratellino in arrivo? i consigli della psicologa per evitare la gelosia del "fratello maggiore"

                                                                      
                                                                            


I consigli della psicologa per gestire un momento delicato e importante, il nuovo arrivo in famiglia.

Qualche settimana fa ho incontrato una coppia di amici che hanno avuto da poco una splendida bambina, felici per il nuovo arrivo ma preoccupati delle manifestazioni di gelosia del fratellino piu' grande (sempre che un bimbo di tre anni appena compiuti si possa considerare grande).

Ho pensato che la nostra preziosa Dottoressa Terri, la psicologa amica dei bambini, potesse essere d'aiuto a chi come loro si trova ad affrontare una situazione simile, ed ecco cosa ci racconta:

"Il triangolo no…non l’avevo considerato…
Tranquilli non sono impazzita, solo che leggendo vari articoli per scrivere il pezzo del blog de La Bottega della Strega che parlerà dell’arrivo di un fratellino/sorellina, sono inciampata in una spiegazione, data da una psicologa inglese, che mi ha illuminato.

L’arrivo di un fratellino o di una sorellina è di per sé un evento destabilizzante per il nucleo familiare, poiché altera un equilibrio già esistente, immaginate per il bambino/a già presente.
Quello che con questo articolo proveremo a fare, è dare voce a quel sentimento, a quella paura che il vostro piccolo ha, in modo che, comprendendola possiate trovare delle linee guida utili a rendere più semplice le presentazioni ufficiali.

Penelope Leach (la psicologa che vi ho nominato pocanzi) scrive: “Immaginate che vostro marito un giorno venga a casa proponendovi di accettare un´altra moglie proprio come voi, immaginatelo ora mentre usa quelle frasi che si usano per dire ad un bambino che sta arrivando un fratellino. Avremo con noi una seconda moglie, tesoro, perché abbiamo pensato che per te sarebbe bello avere un po’ di compagnia e un aiuto in casa.” “Non sareste gelose? Non vi sembrerebbe una situazione surreale? Bene per il vostro bambino/a la situazione è la stessa.”

Rifarmi a queste poche righe, è utile per cercare di spiegarvi quello che vorrei dirvi.

La gelosia si manifesta a causa di un’emozione, una paura, un’insicurezza.
Il bambino pensa “Se mi vuole così tanto bene, perché mai dovrebbe volere un altro bambino?”. 
 Quando un bambino è geloso, non riesce a controllare razionalmente il suo comportamento è, infatti, ancora troppo piccolo ed immaturo per gestire emozioni forti in maniera autonoma, ha bisogno dell’aiuto di un adulto e gli adulti siete voi.
La rabbia che il primogenito esprime nei confronti del fratellino/sorellina non va vista come un rifiuto, è piuttosto, una richiesta di rassicurazione che nasce dal timore di essere “dimenticato” o “rifiutato”. A questa richiesta va data, per quanto possibile, una risposta positiva, senza condannare i sentimenti del piccolo, ma convincendolo dell´assoluto vantaggio che si trae dall’avere il nuovo nato.

Lo so, a parole sembra facile, poi quando ci si scontra con atteggiamenti regressivi, come il succhiare il pollice o fare pipì a letto, o peggio con disturbi somatici  quali tic, incubi notturni, rifiuto del cibo, (espressione del sentimento “cattivo” della gelosia che il bambino non riesce ad esternare a parole), tutto diventa complicato, ma è fondamentale non perdere la calma. Considerate queste espressioni una richiesta di aiuto, siate comprensivi e aiutatelo/a a vivere il suo malessere, impegnandovi a fargli capire come si fa a superarlo, spiegandogli che si può fare e che niente cambierà, ma soprattutto state attenti a non fare osservazioni o critiche.

Provate a pensarci un attimo, Vostro figlio improvvisamente scopre (a livello del tutto inconsapevole) che i genitori, insieme ed escludendolo, hanno fatto qualcosa che ha avuto come effetto il fratellino e/o la sorellina (l'intruso); ha subìto dunque ben due esclusioni: dai genitori prima, quando hanno fatto chissà cosa che ha prodotto come effetto il nuovo nato, e dal fratello ora, che attira su di sé tutto il bene che lui aveva per sé fino a poco prima; secondo voi, come si può sentire?
Il bambino sta provando due angosce di abbandono: dai genitori che si sono amati fra loro senza considerarlo e che quindi potrebbero amarsi fra loro ancora dimenticandolo, e ora dai genitori che amano di più il fratello, e che potrebbero dimenticarsi di lui in suo favore.
Lo so, vi sembra eccessivo ma è questo lo scenario che si presenta nella sua testolina.

Vi racconto un aneddoto: quando scoprii che mia madre era in attesa del mio fratello più piccolo (beffa doppia) dissi: " non è possibile me lo dovevate dire, mi dovevate chiedere il permesso", mia madre aveva cercato di rassicurarmi, ma io non ne fui convinta per molto tempo. Con il senno di poi e le conoscenze di oggi capisco tante cose e son venuta su bene (o quasi) lo stesso, ma quando Ale ( la strega, non mio fratello) mi ha chiesto l’articolo, ammetto di averci messo un pizzico d’attenzione in più, perché  quella scenata di gelosia la ricordo ancora.

Gelosia, rabbia, angoscia, regressione, paura sono emozioni e agìti che il bambino usa come difese, sono messaggi del tipo "aiutami: da solo non ce la faccio" e gli adulti, lo ripeto, siete voi.
Se il bambino è abbastanza grande, invitatelo a esternare quello che pensa nei confronti del piccolo (esprimere le proprie frustrazioni è un esercizio utile per allentare la tensione), non ne abbiate timore, sono emozioni normali, se è teso, cercate di coccolarlo; Se non sa ancora parlar bene, utilizzate bambole o peluche per fargli esprimere la rabbia così come la tenerezza “questa bambola piange, la coccoliamo un po?’”.


                                                                      




Se la gelosia non si può evitare, si può invece prevenire la conflittualità patologica e il modo migliore è 
comprendere il disagio emotivo senza accettare le pretese di esclusività. Ma passiamo al pratico, come 
al solito ho parlato troppo. Prevenire è meglio che curare, pertanto ho deciso di proporvi alcuni consigli/suggerimenti proposti in vari testi, sul comportamento da tenere per prevenire la gelosia, che vi aiuteranno a superare questo momento.
  • Non considerate solo i vostri tempi, ma fate attenzione ai suoi. Non annunciategli troppo presto il nuovo arrivo: lui/lei non sanno immaginare il lungo periodo dell´attesa e la gravidanza diventerà “comprensibile” solo quando sarà più evidente.
  • Preparate il primogenito al nuovo arrivo dicendogli che il fratellino si trova nella pancia della mamma, dove crescerà per diventare grande, pronto poi a uscir fuori quando sarà ben formato e che più avanti diventerà un ottimo compagno di giochi. Magari per rendere tutto più reale accompagnandovi con un libro figurato adatto all’età di vostro figlio.
  • Se avete la possibilità, frequentate amici o parenti che hanno appena avuto un bambino, affinché possa vedere un neonato e capire realmente come sarà il fratellino. Non dimenticate che i bambini hanno una grande immaginazione, avere un corrispettivo reale lo aiuterà a comprendere meglio e non rimanere deluso. Vi faccio un esempio, è inutile dirgli quando arriverà giocherete insieme, perché nel suo immaginario c’è un coetaneo che appena fuori dalla pancia gioca con lui a pallone.
  • Coinvolgetelo/a negli avvenimenti della gravidanza: se vi fate accompagnare a qualche visita di controllo, l´ostetrica potrà fargli sentire il battito cardiaco del fratellino. A casa fatelo mettere vicino al pancione, fategli sentire i movimenti del bambino e chiedetegli di parlargli: stabilirà così i primi contatti.
  • Se è abbastanza grande lasciatelo partecipare alle discussioni sulla scelta del nome.
  • Fatevi aiutare ad arredare la camera del futuro fratellino, in modo che il bambino capisca che ci saranno degli spostamenti, delle novità
  • Cercate, se possibile, di non far coincidere l’inserimento alla scuola materna o al nido con la nascita del secondo figlio, so che la nascita di un figlio non è un evento programmato, ma per lui o per lei le due cose coincidono e il messaggio implicito percepito potrebbe essere: sono stato sostituito/a.
  • Sfogliate con lui l’album di famiglia e fategli vedere le fotografie di quando anche lui era piccolo, di pochi giorni.    

                        

                        

  • E´ molto importante per il bambino, specie se ancora piccolo, venire all´ospedale, in modo tale da avere un´idea del posto in cui siete (se gli operatori dovessero storcere il naso, Opponetevi)
  • Chiamatelo anche tutti i giorni al telefono, so che in alcuni momenti potrebbe sembrare difficile ma lui/lei ha bisogno che gli si confermi quanto gli volete bene, non siate avari.
  • Il bambino “grande” ha bisogno di attenzioni , dategliene quante più potete, approfittando dei momenti in cui il neonato dorme o della presenza dei familiari.
  • Chiedete alle persone in visita di dare attenzioni anche al fratello maggiore.

    Fategli aprire i regali destinati al nuovo nato e non solo quelli dedicati a lui (sarebbe opportuno fare un pensiero ad entrambi) questo lo renderà partecipe ai festeggiamenti e si sentirà importante.
  • Fategli prendere confidenza con il neonato: lasciateglielo toccare, potete anche farglielo prendere in braccio, (sotto il vostro controllo e in vostra presenza) e cercate la sua collaborazione affidandogli delle mansioni da aiutante: per esempio, al momento del bagnetto, fatevi aiutare mandandolo a prendere il pannolino pulito, l’asciugamano, le salviettine, ma solo se gli va.
  • Cercate di coinvolgerlo anche quando allattate o vi dedicate al piccolo, raccontandogli una storia o parlandogli della sua giornata e dei suoi giochi e se per voi non è importante avere un posto prestabilito, magari allattatelo mentre lui fa i compiti o mentre si lava i denti in modo da distribuire le attenzioni.
  • Concedete al bambino più attenzioni e più coccole del solito. Fatelo sentire importante; giocate con lui, uscite in sua compagnia, affidando temporaneamente il neonato al papà o ai nonni.
  • Intervenite immediatamente davanti a comportamenti aggressivi dicendo che non si fa del male ai più piccoli; Mettetelo eventualmente in castigo per pochi minuti, se necessario, ma non usate le maniere forti: potrebbe imparare ad usare lo stesso sistema nei confronti del fratellino. Ditegli chiaramente che, come mamma, il vostro compito è quello di proteggere i vostri bambini da chiunque voglia far loro male.
  • Parlate con il bambino delle emozioni che sta provando, mostrando di capire sia le sue emozioni positive, sia quelle negative. Dire frasi del tipo: “Sì, capisco che è fastidioso dover aspettare”, o “Sei arrabbiato perché la mamma dedica molto tempo al tuo fratellino”, sono espressioni che gli fanno sentire di essere compreso da voi e probabilmente smetterà di mettere in atto comportamenti finalizzati ad esprimere le sue emozioni negative.
  • Il papà ha e deve avere (non dimenticatelo) un ruolo fondamentale nel far sentire il bambino importante ed amato.
  • Ma soprattutto, Non ditegli che ora è diventato grande, è grande rispetto al piccolo ma non è un adulto, e potrebbe pensare che, se fosse più piccolo (vedi le regressioni) e bisognoso di attenzioni sarebbe meglio.
                                                                              

Lo so, anche questa volta vi ho riempito di parole e forse vi ho impensierito, e se così fosse, me ne dispiaccio, ma sarebbe superfluo parlare solo dei casi in cui il neonato è accettato con amore, interesse ed entusiasmo da subito. Dare voce a quei bimbetti che travolti dalle loro emozioni non sanno cosa e come fare, attraverso spiegazioni e suggerimenti utili era il mio intento, come dice una celebre frase di Ginott : “ i bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un, impronta” aggiungerei,  fate in modo che sia colorata."

Spero ti sia stato utile leggere quest'articolo , come sempre aspetto i tuoi commenti , e
se vuoi approfondire l'argomento con la Dottoressa Teresa Mainiero ecco il link al suo sito

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Con la prossima in arrivo il diploma di fratello/sorella maggiore (ma non troppo) da spampare e personalizzare .

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