martedì 22 novembre 2016

10 idee regalo handmade per i più piccoli


                                                                                                                                                            


                                                                                                                                                                               





Cerchi un'idea originale per i regali di Natale ai piccoli di casa? Niente panico! eccoti una selezione di creazioni handmade con cui stupire mamme e bambini...

Dietro a una creazione artigianale c'è un mondo di progetti, esperimenti, fantasia ...ma soprattutto c'è la "firma" inimitabile delle mani che l'hanno realizzata . Della magia di un oggetto handmade avevo già parlato in un post di qualche tempo fa, oggi ho deciso di presentarti 10  idee regalo dedicate ai più piccoli create cura e passione dalle mie "colleghe crafter".

ecco un elenco di link che si riveleranno utili per i tuoi regali di Natale:

se ami il cucito creativo hai davvero l'imbarazzo della scelta...i quiet book di ispirazione montessoriana di Sara  de Il fiocco di Ileana, le Piccole Gioie di Giovanna de Lo stile di Giò,
gli astucci portamatite di Elena e il suo Mondo di Elenosky

Astuccio per matite arrotolabile - con la stoffa delle favole
                                                                                                                                        







Meri propone set asilo adorabili che potrai scegliere tra le Cose di Cuore, Daniela di Latte&Cannella degli originalissimi banner con magneti per la cameretta, e Rebecca da Cucicreando i teneri Doudou della nanna in morbida ciniglia



            


Se vuoi puntare sui giochi, non saprai davvero cosa scegliere.....Michela alias Mammamiky ha creato una sua personalissima versione del gioco del memory e Lisandra sul suo shop Happy Coridon ha una selezione di pupazzetti ad uncinetto meravigliosi                                                   

                                                 




Per arredare le camerette ecco le proposte di Gerarda tra le sue Cose da weekend e gli Angiolini della mia adorata Tiziana Rinaldi   


                    















Sono sicura che tra queste meraviglie hai già trovato l'idea regalo che fa per te! qual'è la tua preferita?

I Pupazzotti

  

L'idea di realizzare una linea di pupazzi con i miei personaggi mi girava in testa da mesi , ma non mi era ben chiaro come fare. 

Poi un giorno leggo un post illuminante nel meraviglioso blog I colori di Laura : Laura Cortinovis è un'illustratrice a cui mi ispiro da quando ho iniziato la mia avventura in Bottega, che ho avuto il piacere di conoscere quest'estate (era in vacanza dalle mie parti e mi è venuta a trovare in laboratorio, non vi dico che emozione!).
Oltre a realizzare magici acquerelli ha un sito ricco di preziosi suggerimenti sulle tecniche di disegno e pittura e interessanti tutorial sul tema. Seguendo il procedimento con cui lei ha realizzato i suoi "Illustracoccoli" ho finalmente potuto dare vita ai miei bambolotti.

I Pupazzotti sono il frutto di un lavoro a quattro mani, le mie e quelle di Sara Achenza de Il fiocco di Ileana,un mini laboratorio di cucito creativo, che è la mia  insostituibile alleata in questo progetto.

Come prima cosa ho disegnato a mano diversi personaggi, e grazie a un mini sondaggio sulla pagina Facebook dove mi avete aiutato a selezionare i più belli (grazie a chi ha partecipato) , abbiamo scelto i cinque protagonisti della prima collezione. 



Ho scansionato i disegni per poi colorarli con Photoshop, e con grande pazienza Sara li ha  elaborati per creare il file da spedire a The color soup , un sito che realizza tessuti personalizzati con la tua stampa. Qualche giorno di trepidante attesa ed ecco il pacco con la stoffa ....ritaglia, cuci, imbottisci e rifinisci e i Pupazzotti sono diventati realtà!

                                   

 Il pirata, la ballerina, la giraffa , il cane e il gatto ora sono dei pupazzi\cuscino alti 30 cm e larghi 20, pezzi unici numerati in edizione superlimitata (non ci saranno ristampe, una volta esaurito un personaggio ne verrà creato uno nuovo).

Il catalogo completo dei Pupazzoti lo trovi qui e se vuoi acquistarli li trovi sul mio shop fino ad esaurimento scorte!

martedì 8 novembre 2016

Buonanotte e sogni d'oro



 



Oggi voglio presentarti una nuova linea di creazioni ispirate al momento della nanna, pensate per accompagnare i tuoi bimbi nel mondo dei sogni ...

L'idea mi è venuta un pò di tempo fa, quando una mamma mi ha detto "abbiamo ricevuto in regalo un tuo quadretto,è appeso sopra il lettino e per noi è diventato un piccolo rito, prima di andare a dormire, salutare l'orsetto che hai disegnato e darci la buonanotte"; mi è sembrata una cosa così tenera e carina da meritare una selezione di oggetti dedicati.
Dalla Germania mi è arrivato una scatola con dei buffi angioletti di legno,  che opportunamente smontati e rivisitati trovo perfetti come protagonisti della "buonanotte":

 

 ed ecco quadri , cornici e scacciaguai (lo sai che i navaho li costruivano per ogni nuovo arrivato nella tribù, allo scopo di scacciare gli spiriti che portano i brutti sogni?) da personalizzare secondo i tuoi desideri.


e ancora, i fuori porta da appendere quando è ora della nanna, per evitare sgraditi squilli di campanello;)


                    



trovi i quadretti e gli scaccaguai subito disponibili sullo shop on line , per creazioni personalizzate non esitare a contattarmi via mail labottegadellastrega@gmail.com o sulla mia pagina facebook



La coperta di Linus


Risultati immagini per doudou

Il tuo bimbo non si separa mai dal suo pupazzetto preferito? Cosa lo rende così speciale da farlo diventare insostituibile al momento della nanna? 
Ce lo spiega la dottoressa Teresa Mainiero , la psicologa amica dei bambini che anche oggi ci fa visita sul blog.



Iniziamo da qui…



Quante volte vi siete trovati in questa situazione?
Personalmente ne ho viste tante, ma un bambino lo ricordo più di altri, anche perché lo ammetto, è il figlio una cara amica. Damiano (so che la mamma non me ne vorrà)  portava sempre con se, un pezzo di stoffa viola con il pizzo, lo portava dappertutto, lo odorava, lo ciucciava lo metteva accanto al viso, e credetemi, al di la della tenerezza che poteva fare vedere quel piccolo ometto con la pezzetta in mano, era interessante osservarlo nei suoi movimenti, non era solo stoffa, era una parte di se, ma diversa da se. 
Nessun libro mi ha mai insegnato così chiaramente cosa fosse un oggetto transizionale, pertanto grazie a Damiano per avermi permesso di fare esperienza diretta.
Ma a che serve un oggetto transizionale?
Che sia un orsacchiotto, una bambola, un pezzo di stoffa, una coperta (la famosa coperta di Linus) già prima dei 2 anni i bimbi si affezionano a un oggetto che serve loro per superare la paura e colmare i vuoti.
A parlare di oggetto transizionale fu, per la prima volta, lo psicanalista inglese Donald Winnicott (1896 – 1971) che lo definì come un oggetto a cavallo tra la realtà soggettiva del bambino e la sua percezione oggettiva del mondo esterno[1].

L’oggetto transizionale, oltre a ricordare i primi contatti con la mamma, ha per il bambino un valore particolare, è la prima ricchezza che egli possiede. È quasi sempre qualcosa che nelle mani del piccolo si anima di una vita propria e di un potere magico, capace di diffondere fiducia, protezione e sicurezza.
Il punto essenziale dell’oggetto transizionale non è il suo valore simbolico”- scrive Winnicott- “quanto il fatto che esso è reale: è  un illusione ma è anche qualcosa di reale” .
A molti di voi genitori e/o zii sarà capitato di assistere a vere e proprie tragedie quando, al momento di andare a letto o di uscire da casa, il bimbo scopre che il suo orsacchiotto, (copertina, bavagliolino, bambolina, insomma un qualsiasi oggetto verso il quale egli mostra un esclusivo attaccamento) non si trova più e voi (a volte anche spazientiti), vi sarete ritrovati a fare la caccia al tesoro, ma per quale motivo la scomparsa del suo “oggetto” preferito ( che non è reale ma è come se lo fosse) suscita una protesta cosi forte?
Per spiegarvelo devo fare un altro po’ la tecnica, mi spiace:
Prima dei sei mesi di vita il bambino non ha la capacità di distinguere tra se e chi si prende cura di lui; si trova cioè in uno stato di fusione che supererà gradualmente. Tra i sei e gli otto mesi (comunque intorno alla fine del primo anno) il bambino si rende conto che la mamma non è più un suo dominio incondizionato, ha una propria esistenza e può comparire e scomparire dalla sua vista ma non dalla sua vita. Infatti, l'emergere della reazione alla separazione, ci indica che il bambino ha stabilito dentro di sé una rappresentazione stabile della figura materna e che può evocare il suo ricordo se questa non è presente.
Ed è qui che entra in scena lo spazio e l'oggetto transizionale.
Lo spazio transizionale rappresenta ciò che separa simbolicamente il bambino dalla madre. All'interno di quest'area simbolica, ma reale, il bambino utilizza l'oggetto transizionale sia per lenire l'angoscia derivante dalla separazione, sia per sperimentare, per la prima volta, una relazione affettuosa con un altro diverso da sé


                


L'oggetto che s'impregna di odori fino a diventare sporco e puzzolente (per favore genitori non lavateli e se proprio dovete, lavateli di giorno. Lavare un oggetto transazionale è rischioso perché, oltre l’aspetto e la forma, il bambino considera molto l’odore e la consistenza che mesi di appiccicume hanno regalato all’oggetto. Per voi è roba nauseabonda, per lui familiare e rassicurante. Certo, ogni tanto un giretto in acqua e sapone è d’obbligo, ma fatelo sempre di giorno, con detergenti preferibilmente naturali)
L’oggetto è sempre scelto dal bambino fra quelli che trova più facilmente a disposizione (personalmente consiglio sempre di averne una doppia copia senza aspettare che il primo si rompa o che venga perso o dimenticato) e verrà messo via dal bambino stesso quando non servirà più allo scopo per il quale era stato "creato". E per favore non gettatelo, il peluche (pezzetta, coperta ecce cc ) non è morto, ma è relegato in una sorta di limbo, pronto a ricomparire in periodi successivi quando la solitudine, la tensione o la paura tenderanno a riemergere.
L’oggetto transizionale, che i francesi chiamano (Doudou), ha di solito un potere calmante per il bambino e può essere utilizzato per rilassarsi e dormire.
Stringendolo a se, il bambino, allontana la paura della separazione (che spesso sopraggiunge durante la notte), quindi la distruttività di una separazione o di una perdita che si teme possa avvenire addormentandosi, può essere compensata e risolta tramite l’oggetto che rimane stretto a se.
Se ancora vi state chiedendo: non è un oggetto interno, ma nemmeno un oggetto esterno, allora, che cos’è?
Sappiate che è una transizione tra i due e non cercate troppe altre spiegazioni, datevi la possibilità di accettare il paradosso creativo e accoglietelo con cura, ancora una volta la cultura e il gioco non sono illusioni ma momenti di crescita.

N.B: A tutti coloro che si stanno chiedendo cosa accade se un bambino non ha un oggetto transizionale, mi sento in dovere di dire che non succede nulla state tranquilli, ma per dovere di cronaca e etica professionale vi dico che dovrebbe essere aperto un nuovo ed interessante capitolo che non può essere trattato al interno di questo blog, non fosse altro perché esulerebbe dallo scopo per cui la nostra collaborazione è stata creata. Rimango comunque a disposizione per qualunque altro approfondimento e/o chiarimento.

[1] Dalla suzione del pollice alla comparsa (tra i 4 e i 18 mesi) di un singolo oggetto, dice Winnicott, vi sono molte altre attività (esempio produrre suoni, cantilene, manipolare pezzi di lenzuolo ecc.) che descrivono la progressiva capacità del neonato di maneggiare oggetti non-me e che si collocano tra il pollice e l’orsacchiotto. Queste attività, corredate da fantasie, sono definite dall’autore fenomeni transizionali e si riferiscono ad un’area di esperienza del bambino che si colloca nel luogo che collega e separa la realtà interna da quella esterna e che diventerà poi una funzione permanente della psiche.