martedì 17 maggio 2016

sbagliando si impara






"Sbagliando si impara" : niente di più vero!
ce ne parla oggi la  nostra super gradita ospite Teresa Mainiero , la psicologa amica dei bambini.



"Avete tentato e avete fallito. Non importa. Tentate ancora. Fallite ancora. Fallite Meglio”
Samuel Beckett

Parlare di fallimento e di errori nell’era della ricerca della perfezione è quasi utopico, me ne rendo conto, ma pensate, né a me né Ale piace troppo la perfezione e nel nostro piccolo spazio ricco di imperfezioni perfette e condivise, abbiamo scelto di parlare dell’errore… del “Signor errore” come lo chiamava la Signora Maria (Montessori).
È stato acutamente osservato che il piccolo dell’uomo, per effetto della sua riduzione degli istinti e per la sua manchevolezza biologica, è costretto, a differenza di tutti gli altri animali, ad apprendere, fin dalla più̀ tenera età̀, tutti quei gesti che gli saranno utili per assicurarsi l’esistenza, per prepararsi a conquistare un posto nel mondo. Ma questo handicap, a ben riflettere, finisce per tramutarsi, per il piccolo dell’uomo, in un vero e proprio vantaggio, in quanto ogni atto o comportamento appreso non resta fine a se stesso: gli serve per apprendere altre cose e lo mette in condizione di acquisire l’abitudine ad apprendere; gli fa imparare ad apprendere (Dewey, 1916).
Ma come si impara ad apprendere??
Pensate un po’: Sbagliando




L’esperienza è la più grande maestra di vita e l’adulto non deve intervenire in questo importante momento di crescita. Quello che potete fare, è fornire al bambino un ambiente adeguato, e gli strumenti corretti per poter sperimentare ed imparare da solo.
Lo so è un pensiero apparentemente semplice, ma estremamente complesso da mettere in pratica.
Solitamente, noi adulti tendiamo a fare le cose al posto dei nostri bambini, li correggiamo al primo sbaglio e spesso non gli diamo nemmeno il tempo di sbagliare, ma in questo modo, come possono apprendere?
Il detto “sbagliando s’impara” è una grande verità. L’errore deve essere lodato, non punito,  L’errore deve essere commesso, non soffocato.
Il bambino deve imparare attraverso l’errore a infilarsi una scarpa, a scrivere il proprio nome, a comprendere le tabelline. Solo così può crescere…
In un recente studio alcuni ricercatori hanno voluto osservare da vicino il cervello, durante “l’errore”, osservando la differenza tra il riconoscere il proprio errore o meno. Ed hanno scoperto che chi riesce a riconoscere l’errore e vi trova l’insegnamento, attiva dentro di se gli stessi meccanismi neurologici della ricompensa. Mentre chi “non ammette l’errore” attiva dentro di se meccanismi di “evitamento”.
Ed è proprio questa differenza a fare si che, chi è in grado di ammettere i propri errori sia poi in grado di “rimettersi in gioco” e ricominciare a “sbagliare” per raggiungere i propri obiettivi.
La paura di sbagliare è insita in ognuno di noi, ma senza errore è difficile che si diventi competenti e resilienti.

Secondo Maria Montessori il bambino costruisce la propria personalità attraverso le esperienze e le relazioni con l’ambiente che lo circonda. Egli comincia la conquista dell’indipendenza all’inizio della sua vita e mentre si sviluppa, perfeziona se stesso superando gli ostacoli che incontra nel suo percorso; così facendo si libera dai tentativi degli adulti di “modellarlo” scoprendo se stesso.
Quando nella proposta educativa montessoriana, basata sull’attività autonoma di ciascun bambino, si parla di aiutare il bambino a fare da solo, non significa abbandonarlo a se stesso, ma favorirne l’attività attraverso un’azione indiretta realizzata in un ambiente che l’adulto ha il compito di preparare.
Non si corregge a parole un bambino, ma gli si dà il tempo di verificare da sé ciò che ha fatto. È così che sviluppa l’auto-giudizio, l’autovalutazione senza dipendere dal parere dell’adulto o dei compagni, l’auto-crescita nella stima di sé attraverso l’errore e l’autocorrezione, che sono chiaramente strumenti essenziali per la costruzione di una personalità indipendente.
Naturalmente, perché tutto ciò avvenga, occorre dare ai bambini, sin da piccoli, i mezzi per verificare da soli ciò che fanno. Ad esempio: il bicchiere di vetro se cade si rompe, sentendo il rumore posso capire che è questo, quello che può accadere e non lo rifarò; l’acqua cade dalla brocca se è troppo piena,  ecc.ecc. è in questo modo che avviene la scoperta dell’errore e l’autocorrezione diventa così un’abitudine.
“L’errore deve essere chiamato “signore” perché soltanto mediante la sua scoperta il sapere migliora. Negli errori si imbattono coloro che sono impegnati nel fare scoperte “(M.Montessori)
Spesso capita, a scuola o a casa, che l’alunno commette errori con indifferenza, perché questo accade? perché non è lui che li deve correggere, ma è l’adulto che se ne incarica. L’atteggiamento corretto, invece, dovrebbe essere quello di considerare il bambino partecipante attivo, facendogli assumere un atteggiamento mentale di costante domanda di fronte all’esperienza, con la consapevolezza della relatività di ciò che si conosce e un tollerabile grado d’incertezza, facendolo abituare alla ricerca del dubbio e dell’errore sviluppando un approccio critico verso tutto ciò che è studio.
Oggi giorno la cultura attuale, non pensa a un bambino vero come soggetto biologico e psichico, e capita di ritrovarci davanti a un processo di accelerazione in nome di risultati che devono essere sempre più anticipati. Il bambino come persona è dimenticato ed è presente un’idea astratta che si nutre di cose che gli adulti propongono.Il bambino ideale, viene costantemente nutrito (a scapito di quello reale), sovrastato continuamente da persone che vogliono agire al suo posto imponendogli ciò che è conforme ai loro modelli, premiandolo o minacciandolo, punendolo e cercando di persuaderlo.
L’autostima in questo modo finisce per dipendere dall’approvazione altrui, ciò che esercita un controllo sul comportamento è l’ansia di non essere alla pari, alla moda, abbastanza “giusto” per….
Il bambino viene in continuazione deresponsabilizzato, perché è sempre gestito da altri che lo controllano, lo giudicano. Le regole vengono dall’alto, ci sono gli adulti che gli dicono come le cose vanno fatte e quindi il bambino deve limitarsi ad ubbidire, rinunciando a pensare.
Tutto questo fa si che si sviluppi un apprendimento esteriore alla persona che induce a comportamenti di fuga con conseguenti atteggiamenti regressivi.
Ora non è mio intento spaventarvi, ma mi piacerebbe che questo diventasse uno spazio di riflessione comune.
L’idea dello spazio della psicologa, all’interno del blog della bottega della strega, notoriamente dedita alla creatività, è nata proprio per questo, suscitare riflessioni, chiedere consigli, trovare suggerimenti, ammettere, non a me o ad altri, ma a se stessi, la possibilità di commettere un errore.
 Maria Montessori affermava che “la conquista dell’autonomia personale è un lungo e sofferto percorso lungo il quale il bambino impiega energie per affermarsi”.
Crescere, è il coronamento di una lunga serie d’indipendenze sia in campo fisico che psichico. Un percorso che inizia dalla nascita e prosegue con progressive e lentissime conquiste, attraverso le quali, il bambino, s’impadronisce degli oggetti, dello spazio e del rapporto con gli altri grazie alle parole, all’abilità manuale e motoria.
Ogni conquista, ogni ostacolo superato, daranno al bambino la consapevolezza di essere un individuo indipendente, libero, ricco di quelle risorse positive necessarie per affrontare autonomamente la propria vita.
In sintesi, quello che la Montessori diceva era “educhiamoli all’indipendenza”.
L’educazione è un dialogo.E ora,  come se fossi un bambino/a, che si rivolge a voi, dopo tanto ascoltare, probabilmente vi direi: Aiutami a fare da solo, Sostienim!  Da solo, forse, ancora, posso non farcela, ma non importa, ho bisogno di sapere che sei li, con me, pronto/a a sostenermi, ancora e ancora … Aiutami a camminare senza darmi aiuto, a correre, saltare, cadere, scendere le scale; aiutami ad esprimere quello di cui ho bisogno. Non sostituirti a me. Aiutami in maniera libera, permettimi di sapere chi sono non reprimermi…
Socrate diceva “in ogni errore giace la possibilità di una storia” io mi auguro voi possiate e vogliate scrivere la vostra attraverso gli errori che durante la vita commetterete.

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