martedì 26 aprile 2016

colori di primavera




Una parte fondamentale del mio lavoro consiste nella ricerca di immagini , attività che mi piace davvero un sacco ...
e da quando ho scoperto il magico mondo di  pinterest sono diventata un'accumulatrice seriale di immagini da cui trarre spunti creativi.

Quando devo realizzare un'illustrazione la scelta dei colori è fondamentale; se si tratta di un lavoro su richiesta solitamente mi baso sui gusti di chi riceverà la mia creazione, o sul contensto in cui andrà a finire, se invece voglio lanciare un nuovo prodotto mi perdo tra le pallette di colori proposte da questa fantastica applicazione.

questa è quella che ho scelto per i quadri ispirati al personaggio di Pippi Calzelunghe (adoravo la serie tv da bambina), la tremenda ragazzina combinaguai nata dall'autrice svedese Astrid Lindgren.



Con questi colori ho realizzato una serie di tre quadri (da cui è nata l'immagine di copertina di questo blog) che sono volati oltremanica e ora decorano le pareti del kids corner della caffetteria Pintus Delì, in Northcode Road a Londra.


se ti piacciono i colori e le mie illustrazioni, trovi le stampe qui, tra la'altro ad un prezzo a cui non potrai resistere!

Bimbi e natura, l'importanza della vita all'aria aperta spiegata dalla Dottoressa Terri


Continua la preziosa collaborazione con Teresa Mainiero, la psicologa amica dei bambini.
E dato che siamo in primavera, ecco il suo interessante e utile punto di vista sull'importanza del contatto con la natura e la vita all'aria aperta dei nostri piccoli :)
Buona lettura!!


Prima di iniziare a leggere l’articolo, vi chiedo una cortesia personale….
Prendetevi 5 minuti, non uno di più, trovate uno spazio, possibilmente aperto, e iniziate a leggere i versi di Tagore, lasciandovi avvolgere dalle sensazioni…


Vieni, primavera,
imprudente e audace amante della terra,
dai voce al cuore della foresta!
Vieni in raffiche irrequiete
dove i fiori sbocciano improvvisi,
fai spuntare nuove foglie!
Scoppia, come una rivolta di luce…
Irrompi nella città rumorosa,
libera parole ed energie soffocate,
dai forza alla nostra svogliata battaglia
e conquista la morte!
(Rabindranath Tagore)


Probabilmente qualcuno di voi penserà che sono impazzita, qualcun altro avrà fatto un sorriso, altri ancora si saranno messi a leggere quello che ho scritto dopo. Qualunque sia stata la vostra reazione, sono certa che, tutti, avrete per un attimo pensato alla primavera, alla natura e a quello che rappresenta per voi o vi piacerebbe avesse rappresentato.
Sapete, è curioso che sia io a parlarvi di natura, io che ho scelto di vivere in città, io che amo la città con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, io che non amo le sagre (lo so diventerò impopolare ma abbiate pietà), io che da piccola avevo i parenti che mi chiamavano la principessa; Vi sembri strano oppure no, nella natura, ci sono nata e cresciuta e ho avuto la fortuna di poterla apprezzare, conoscere, vivere.
Ricordo, come se fosse ieri, le scampagnate la domenica a San Pancrazio, le pasquette a valle della Luna (si si lo so, si chiama Cala Grande), il mare in tutte le sue manifestazioni, Il vento che riconosco in base alla spiagge e non alla rosa dei venti, il profumo del ginepro e delle piante che crescono vicino alla sabbia, il calore del sole che ti brucia ad aprile e ti abbronza ad agosto, la brina delle sei del mattino pungente più del pungitopo, il sapore dei pinoli e la particolarità delle pigne.. Potrei star qui ore, ad elencare cosa ricordo in maniera vivida e presente, ma non è importante per voi, quello che conta è che sappiate che, la felicità negli anni formativi si trasforma per l’adulto in cari ricordi dell’infanzia, e questo non lo insegnano i libri, non lo insegnano i ventimila corsi cui iscrivete i vostri figli, ma glielo insegna la natura nel suo rapporto con voi.
Non vorrei sembrare polemica, anche se in realtà lo sono per “natura”, ma mi piacerebbe che vi soffermaste un attimo a pensare.
Il mondo naturale è il miglior libro/corso cui possiate scegliere di iscrivere i vostri figli e pensate, costo zero.Prima dell’introduzione alla letteratura e ai numeri, prima di apprendere le abilità della comunicazione attraverso la parola scritta, ogni individuo è, prima di tutto, un figlio della Terra.
In quest’epoca moderna di rapido sviluppo tecnologico, ogni nuovo nato richiede le stesse identiche cure essenziali che erano necessarie ai nostri antenati: nutrimento, attaccamento fisico ed emotivo, affetto, calore e sicurezza.
Man mano che i bambini crescono, questi bisogni restano ancora fondamentali, e si scopre di continuo come i piccoli rispondano meglio, e con esiti felici, a una vita familiare sana e a lunghi periodi di tempo trascorsi in grandi spazi all’aperto.
Il concetto che la salute fisica e intellettiva si realizzi a contatto col mondo naturale è un filo rosso che lega gli scritti dei migliori educatori e filosofi della storia. Persino i più grandi maestri del mondo, nei loro programmi si sono sempre avvalsi della Natura per insegnare molte fra le lezioni più importanti nella vita e allora come mai oggi si fa tanta fatica a stare all’aperto e condividere le sue esperienze?
A mio parere, oggi, troppo spesso, i bambini vengono spinti alla fretta, pressati a bruciare le tappe, nella convinzione che debbano costruirsi una biblioteca interiore di conoscenze pratiche e teoriche; ma abbiamo dimenticato che la vita è un ciclo e come tale ha bisogno di essere rispettata? Direste mai a gennaio è iniziata la primavera?
Iscritti piccolissimi, a corsi di musica, storia, lingue straniere, i genitori di oggi (non tutti per carità) elaborano liste mentali di ciò che i propri figli hanno fatto e potrebbero fare, sentendosi soddisfatti quando sono in grado di rispondere in modo corretto alle domande o recitano che è una delizia.
Per quanto tali attività, di fatto, contribuiscano alla creazione di un bagaglio completo di conoscenze, e possano, nei giusti contesti, favorire un amore genuino per l’apprendimento, da sole non hanno la forza di ergersi a colonna portante dell’educazione. Una solida educazione non si fonda, sulle abilità e sulle conoscenze acquisite attraverso corsi e lezioni. Il suo fondamento è, negli istinti, nelle esperienze, nella nostra relazione con il mondo, e tutta la restante educazione non fa che riposare su questa base, dalle cui caratteristiche trae forza e respiro.
Il tempo trascorso nella Natura è senza dubbio il modo migliore di preparare i bambini per qualsivoglia apprendimento futuro.
Oggi giorno esistono numerose scuole ad orientamento montessoriano, utilissime e molto belle, ma al di la della scuola, delle attività che ripropongono il suo modello educativo che potete apprendere e riproporre anche voi a casa o all’aperto (Ale vi aiuterà con gli oggetti appositi) avete mai pensato cosa ci voleva dire?
Tramite le azioni concrete che i bambini possono sperimentare con la natura (far nascere, nutrire, curare, raccogliere, trasformare, ecc...) è possibile educare la loro capacità di pensiero, di elaborare ipotesi, stimolare la loro intelligenza. L’atteggiamento del bambino è quello di manipolare le cose per capirle meglio. Per lui tutto è nuovo e da scoprire attraverso prove sperimentali. Quando i bambini osservano con curiosità̀ le cose della natura, si pongono interrogativi e questo è già̀ in qualche modo fare scienza.
Oltre alla Montessori altri teorici dell’attivismo come Dewey, Decroly e Claparède hanno visto nel rapporto con la natura (animali, piante, suolo, astri) uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano.
L’ambiente naturale costituisce un’occasione per compiere una molteplicità̀ di esperienze di alto valore cognitivo.
Il bambino fin da piccolo definisce la propria identità̀ incontrandosi non solo con altri esseri umani ma anche con altri esseri diversi da lui: animali, piante, oggetti inanimati.
Per lui, come sostiene Françoise Dolto (1995), è complesso giungere a capire sé stesso in quanto essere umano, simile agli altri esseri umani e di non essere né un vegetale o un animale. I bambini sembrano molto attratti dalle differenze e somiglianze con gli altri esseri viventi, dal loro modo di muoversi, di cibarsi, di comunicare. Se osserviamo i bambini anche piccolissimi nei loro primi approcci alla natura notiamo che sono attratti irresistibilmente dagli animali. Non è un caso che la maggior parte dei giocattoli per bambini, peluche compresi, li riproducano, infatti i bambini si identificano facilmente con loro. Anche i primi libri che piacciono ai piccolissimi sono immagini di animali. Così pure le prime storie, come Spotty, la Pimpa, hanno per protagonisti gli animali. Grazie alla relazione con gli animali il bambino sperimenta la tenerezza, l’amicizia, l’esperienza di prendersi cura di qualcuno, di fare i conti con esigenze che non sono le sue e a prendere coscienza della diversità̀ e delle somiglianze. Impara, inoltre, che gli animali non sono giocattoli, ma hanno necessità e bisogni propri.
Tuttavia gli animali suscitano sensazioni ambivalenti, d’interesse e di paura insieme, alcune di queste sono spesso associate con la paura dell’ignoto, dell’imprevedibile; insegnare al bambino a conoscere gli animali, anche piccoli insetti, può̀ aiutarlo a superare le sue paure (Wolman,1978).
I fiori e le piante con i loro colori e le loro forme e soprattutto il loro profumo, attraggono molto i bambini. Pensiamo a tutto quello che può̀ essere per il bambino una semplice foglia: un sapore, un copricapo, uno strumento musicale, un vassoio, un vestito...
Non a caso nei nostri ricordi d’infanzia, come scrive Duccio Demetrio, «c’è sempre un luogo d’erba e fiori che incontrammo e nei quali giocammo davvero (Demetrio, 2000, p.11)». L’esperienza di gioco e di contatto con vegetali, alberi, piante è necessaria all’essere umano tanto come quella con gli animali, rilassa e fa sentire l’ambiente più̀ confortevole
Il tempo trascorso all’aperto regala ai bambini esperienze che non possono essere riprodotte con facilità altrove. Il primo di questi doni è la pura felicità della fanciullezza. Sembrerò ripetitiva ma mi pare fondamentale, La felicità negli anni formativi si trasforma per l’adulto in cari ricordi dell’infanzia; tali ricordi contribuiscono in maniera determinante anche alla felicità nell’età adulta. Esiste modo migliore di garantire una tale felicità che non sia quello di concedere ai bambini la libertà di trascorrere tutto il tempo che desiderano all’aria aperta, dove hanno agio di sognare, giocare e osservare la Terra muoversi attraverso i cicli naturali?



I bambini hanno bisogno di luoghi dove allargare le braccia senza dover fare i conti con i confini di pareti o barriere; dove correre senza il timore di ostacoli improvvisi; hanno bisogno di sentirsi liberi in spazi dove sia possibile estendere lo sguardo per miglia all’intorno e verso l’alto senza che la vista sia impedita da profili metropolitani. Questa libertà spaziale crea un senso di pace nel cuore e nella mente . Sensazioni del genere dovrebbero essere un elemento naturale del loro temperamento.
I bambini fioriscono se hanno la possibilità di giocare liberi all’aperto; l’immaginazione prospera, il senso di coraggio si rafforza, le sensazioni di pace diventano stati mentali naturali. I genitori dovrebbero incoraggiare il gioco a contatto con la natura eliminando dagli impegni quotidiani e settimanali tutti quegli obblighi non necessari che costringono a stare al chiuso.
Possiamo lasciare alla Natura alcuni degli insegnamenti che in qualità di genitori tentiamo disperatamente di inculcare loro. D’altronde, la Natura sa affrontare con indicibile grazia anche gli argomenti più spinosi. Non dovremmo esitare nel rivolgerci alla Terra e fare affidamento su di lei come maestra, guida e compagna dei nostri figli.
Permettere alla Natura di prendersi la responsabilità di insegnare alcuni degli aspetti più delicati della vita è una delle cose più sagge e avvedute che un genitore o un insegnante possano fare.
Le lezioni apprese dalla Natura vengono impartire con dolcezza e i bambini sono in grado di assorbire e accettare i meccanismi del mondo con facilità e innocenza.
Guardare come la Terra rinasce dalla distruzione del fuoco ricoprendo le aree danneggiate con fiori variopinti. Osservare la semplice tenacia degli umili, e come a centinaia lavorino insieme in comunità. Notare la dedizione delle madri che si danno senza distrazione al nutrimento dei piccoli. La Natura offre strumenti di comprensione che possono guidarci attraverso le sfide più ardue della vita.
Insieme alla sensazione intrinseca di spazio e libertà, un’infanzia trascorsa a contatto con la natura insegna virtù che si ergono ben al di sopra degli onori tributati ai successi culturali, e su cui si fonda una vita realizzata appieno. Oltre alle lezioni importanti e delicate che la Natura insegna, il tempo trascorso all’aperto prepara i bambini allo studio delle “materie scolastiche”, in modo unico e organico. Quasi ogni argomento di quelli che si possono apprendere sui libri si può affrontare, in prima battuta, grazie all’osservazione del mondo naturale. Se i bambini riescono a operare dei nessi fra ciò che è scritto nei libri e le esperienze della vita reale, la conoscenza si arricchisce, l’apprendimento si fa più interessante. È possibile, ad esempio, utilizzando immagini, libri e dimostrazioni astratte, insegnare che le formazioni nuvolose che si accavallano a forma di montagna indicano l’arrivo di una tempesta, ma si tratta di un fatto ovvio, persino per un bambino, quando ci si trova sotto un cielo in tempesta. Possiamo stare ore davanti a un prisma di vetro e tentare di spiegare la scienza dei colori e della luce partendo da zero, ma si tratta di una lezione che è molto più facile imparare se il bambino riconosce, grazie all’esperienza, le condizioni che creano un arcobaleno.

Bisogna ammettere che nelle società odierne è davvero difficile trovare tempo e spazio a sufficienza per offrire ai nostri figli un’infanzia all’aperto. Per molti di noi, tutto questo sembra meraviglioso ma inattuabile
La maggior parte di noi vive in aree suburbane o in città con piccoli giardini e cortili che sono quanto di più vicino alla natura si possa sperare di avere.
Ciò nonostante, forse vale la pena di fare un tentativo e modificare la nostra routine quotidiana. Vale senz’altro la pena cercare, per quanto è possibile, di inserire nelle nostre giornate del tempo da trascorrere all’aperto. Del resto, se i nostri figli hanno bisogno della Natura come maestra, forse noi ne abbiamo altrettanto bisogno per trarne forza e ispirazione, come genitori e mentori.
Fare giardinaggio, andare in cerca di frutti o piante commestibili, intrecciare cestini, arrampicarsi, campeggiare, osservare gli uccelli, creare mappe, pressare fiori, sono solo alcune delle dozzine di attività all’aperto che i genitori troverebbero utili, salutari e piacevoli. Mentre siamo con i bambini nel mondo della natura, potremmo trovare il tempo necessario a spiegare, indicare e osservare insieme a loro i diversi elementi che la compongono.
Prima di far conoscere ai nostri figli la letteratura e i numeri, prima di iscriverli a corsi e attività di qualsiasi tipo, prima di andare a visitare monumenti, (prima, non o uno o l’altro…ma entrambi) fermiamoci un istante a riflettere se abbiano avuto tempo a sufficienza da trascorrere all’aperto. Hanno avuto la possibilità di stabilire una relazione con un albero? Hanno assistito con i loro occhi al mutare delle stagioni, hanno potuto osservare la vita e la morte nella Natura? Hanno sperimentato i mutamenti del tempo e ascoltato il diverso canto degli uccelli? Hanno mai osservato il vento soffiando un soffione?
Quando avrete risposto, se vorrete, ad alcune di queste domande, uscite fuori se ancora per oggi non ci siete stati e mettetevi ad osservare… “La natura non ha fretta, eppure tutto realizza” (Lao Tzu)

sabato 9 aprile 2016

Storia breve di un amore grande



Oggi ti racconto come tutto è' cominciato, e di come è  cambiata la qualità della mia vita da quando
ho iniziato a fare ciò che amo davvero.

Ci sono persone il cui talento si manifesta da subito, con le idee chiare e attitudini spiccate, ...nel mio caso, ho dovuto fare tanti tentativi e cambiare lavoro non so quante volte prima di capire "cosa volevo fare da grande".
Dieci anni fa capito' l'occasione di aprire una tabaccheria in un locale di famiglia; in quel momento non avevo un lavoro fisso, e accettai con l'idea di avviare l'attività per un breve periodo per poi rivenderla e ripartire con qualche nuovo progetto e un po di soldini in più....purtroppo le cose non andarono come speravo, e mi ritrovai ingabbiata a fare un lavoro che non mi piaceva per niente, che rendeva molto meno del previsto e nessun acquirente all'orizzonte; come se non bastasse, una serie di problemi di salute di cui non si capiva l'origine mi debilitavano fisicamente e psicologicamente.

Un giorno mi capita tra le mani un catalogo di oggettistica e fai da te, e per cercare di concentrarmi su qualcosa di diverso dal solito , ordino qualche tela da pittura, una confezione di acrilici e dei pennnelli. Non che avessi chissà quale attitudine all'arte (i miei ultimi disegni risalivano alle scuole medie, tra l'altro con mediocri risultati), ma quel kit da pittura mi aveva fatto venir voglia di mettermi alla prova .


Arriva  il pacco, e insieme al materiale delle immagini di riferimento per i principianti;
....inizio proprio seguendo quelle immagini, fiori e farfalle dalle linee semplici , destinati ad un pubblico infantile; ho un piccolo banco da lavoro a vista in tabaccheria, i clienti si incuriosiscono nel


vedermi all'opera e senza neanche rendermene conto inizio a produrre e vendere piccoli quadri per le camerette.


E in poco tempo tutto si trasforma: finalmente trovo un medico che individua il mio problema, mi sottopongo ad un intervento chirurgico, e il giorno stesso in cui vengo dimessa dall'ospedale arriva la tanto attesa telefonata di un acquirente interessato a rilevare la mia attività ...nel giro di un mese siamo dal notaio per formalizzare la vendita, ho già allestito un micro laboratorio casalingo, ordinato un bancone per ambulanti e prenotato il posto per una fiera dell'artigianato!

Con una buona dose di entusiasmo e sconsideratezza, inizia così un nuovo lavoro, nasce "la Bottega della Strega" e insieme al mio piccolo brand , una nuova e felice fase della mia vita...pochi soldi in tasca , ma tanta libertà , creatività e la consapevolezza di aver finalmente trovato la mia strada.



"L'unica maniera di fare un ottimo lavoro, è' amare quello che fate . Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare" ....,e se lo diceva Steve Jobs ....

lunedì 4 aprile 2016

Bidonzolo, il cartone animato amico dell'ambiente

La primavera è sempre stata la mia stagione preferita....sarà che fessteggio il compleanno, sarà che amo il sole e il suo tepore, sarà che vivo in Sardegna e la mia terra in questo periodo dà il meglio di sè, ma questo è il periodo dell'anno che preferisco.
E tra il fiorire di germogli e il risvegli dai letarghi, è sbocciata anche una nuova amicizia.

Ho conosciuto Luana Di Maio tramite il suo gruppo facebook  Mamme Blogger , ricco di spunti sul riciclo creativo,le  ricette e l' ecologia,  e sono venuta a conoscenza di un suo progetto online che mi ha subito conquistata: un cartone animato in cui il simpatico personaggio di Bidonzolo insegna ai bambini il rispetto dell'ambiente.

Ecco il comunicato stampa con cui il suo team  ci spiega il progetto:

"Bidonzolo, il simpatico personaggio del web che ama l’ambiente, è finalmente protagonista di un cartone animato realizzato per inaugurare il suo nuovo sito dedicato a bambini e genitori. Il video d’animazione, riservato al pubblico online, propone una divertente avventura che insegna ai più piccoli la prima regola dell’educazione ambientale: non lasciare i rifiuti in giro.
Molto amato in rete per gli apprezzati suggerimenti sull’eco-sostenibilità e per le attività di riciclo creativo, Bidonzolo intende così rivolgersi direttamente ai bambini, divertendo con un cartone animato educativo e intrattenendo con un nuovo sito dedicato alla creatività e al gioco.
Con questa iniziativa il progetto Bidonzolo si estende e si rinnova, proseguendo la missione di insegnare le buone pratiche per rispettare l’ambiente anche attraverso piccole azioni quotidiane. Quell’oggetto che non serve più può essere utilizzato in un altro modo o deve proprio finire in pattumiera? E se deve essere buttato, come possono essere riciclati i materiali con i quali è fatto? Con un po’ di fantasia e un pizzico di magia, Bidonzolo aiuta bambini e genitori a dare le giuste risposte per riutilizzare o riciclare ogni materiale.
Il nuovo  sito comprende un’area dedicata ai più piccoli, dove guardare il cartone animato, giocare e colorare con i simpatici personaggi della famiglia, e un’altra riservata ai più grandi, dove conoscere il progetto e seguire il blog ricco di notizie, idee e consigli interessanti.
Bidonzolo è presente anche su Facebook, Twitter e Google+. Seguire le sue iniziative è un modo semplice e divertente per imparare tutti insieme a difendere l’ambiente e consegnare ai bambini di domani un mondo migliore."

Chi mi conosce sa quanto per me sia  importante il rispetto per la natura, e sono davvero felice di condividere questa splendida iniziativa, con l'auspicio che tante mamme scelgano di far seguire  ai propri bimbi le avventure di Bidonzolo!