giovedì 10 marzo 2016

Viaggiare con i bimbi? Si può fare, te lo dice la dottoressa Terri



Ospite graditissima sul blog, Teresa Mainiero, la psicologa amica dei bambini, ci parla di viaggi con nanerottoli al seguito...
E se vi piacciono i suoi articoli , e volete saperne di più , la trovate qui



Tutti siamo stati bambini, ma in pochi ce ne ricordiamo, soprattutto, quando diventiamo grandi. 
Quando ho iniziato la mia attività da pendolare, (che credo onestamente essere la mia vera prima professione) si ironizzava sul fatto, che vivessi con la valigia, (sono arrivata persino a farla e disfarla tre volte in una settimana, perché in quel periodo avevo tre case in tre posti diversi) e proprio in quel periodo, mi è tornato alla mente un ricordo da bambina, in cui, alla domanda: cosa vuoi fare da grande? rispondevo: comprare un camper e girare il mondo. 
Al di la della mia naturale predisposizione nomade, è curioso come desiderio, da parte di una bambina, soprattutto se si pensa alle comodità, alle abitudini, alle routine cui tanti si appoggiano, quando parlano di infanti. 

Cosa vuol dire quindi viaggiare per un bambino?

Innanzitutto vorrei chiarire un mio punto di vista, i bambini stanno bene quando i genitori sono felici, perciò, se una coppia ama viaggiare non deve limitarsi con la “scusa” del bambino. 
Spesso capita che le mamme, usino i figli per coprire le proprie paure. Quando parlano delle cose che non possono fare, utilizzando come attenuante l’abitudine del figlio, mi viene spontaneo chiedermi di chi siano effettivamente queste abitudini, forse le loro?
 I bambini, sono gli esseri umani che più e meglio si adattano alle situazioni più diverse, sempre che non abbiano vicino un adulto, preoccupato ed ansioso.
L’uomo è una specie migratoria. Attraverso le migrazioni dall’Africa verso l’Europa e l’Asia gli ominidi si sono evoluti fino ad arrivare all’homo sapiens, quindi perché non dovrebbe essere vantaggioso viaggiare per un bambino? 
John Bowlby, celebre psichiatra, psicanalista e psicopedagogista inglese del Novecento, ritiene che i bambini smettano di piangere quando vengono dondolati, a causa di una memoria ancestrale che li riporta a quando venivano portati sulle spalle dai loro antenati lungo i sentieri preistorici e paragona la culla di oggi alla riproduzione dei movimenti di quei tempi remoti.
Personalmente, non ho motivo di dubitare di Bowlby né come donna né come professionista, ma mi rendo conto che in tante potrebbero pensare, lui era un uomo, lei non è mamma, come fanno a sapere cosa si prova?  
Effettivamente, cosa si prova non lo so, ma normalmente sono abituata a pormi domande quando qualcosa mi incuriosisce, pertanto posso dirvi su cosa mi interrogherei io se, un bimbo che viaggia con me mi dovesse chiedere “quando torniamo a casa?” 
Ripenserei ad esempio alle abitudini familiari del piccolo. Se l’abitudine è: 
non muoversi da casa propria, andare in vacanza sempre nello stesso posto, nello stesso albergo, con lo stesso ombrellone, non mi stupirei della sua richiesta di voler tornare e penserei che le abitudini dei suoi genitori hanno influenzato le sue, pertanto mi ingegnerei per ricreare delle piccole abitudini quotidiane che gli danno serenità, facendogli sperimentare nel contempo la novità. 
Qualora invece, il bambino fosse abituato a muoversi, e mi chiedesse, in quella situazione specifica, di tornare a casa, mi fermerei un attimo, ascolterei il suo bisogno, andando al di là delle parole, e mi domanderei cosa sta succedendo. Ad esempio, la situazione è stata pesante tra i genitori? Non è stata capita qualche richiesta del bambino? Dare risposte a queste domande vi aiuterà a riprendere il viaggio nel dovuto modo, ascoltando i bisogni di tutti.

Personalmente sono attratta dai viaggi dedicati ai bambini. Non fosse altro che per la possibilità che mi viene data di tornare bambina, amo invece molto meno, i viaggi in cui i bambini sono trattati come soprammobili o prolungamenti di cui poter fare bella mostra.
Un viaggio è bellezza, è tempo è ricordo.
Non è ostentazione di foto e immagini, ma profumi, sapori, sensazioni. 
Se pensate che vostro figlio sia troppo piccolo per capire e ricordare, sappiate che non è così. 
Noi tutti abbiamo, un ricordo cosciente e una memoria interna. Il ricordo cosciente è quello per cui puoi avere l’immagine del posto in cui sei stato, come una fotografia; la memoria è il vissuto, gli affetti, uniti a quella situazione. Della nostra primissima infanzia non abbiamo ricordo cosciente, ma memoria. 
Il viaggio è movimento, scoperta, conoscenza. Assaporare la vita e la realtà del posto, la gente, le abitudini. 
Un viaggio è prima di tutto mentale e ti svuota da ogni preconcetto e pregiudizio. Inteso come conoscenza e informazione, ogni incontro casuale ti lascia un po' di sé, e lascia un po’ di te.
Per un bambino prendere atto del fatto che quello che per noi sono ovvietà non lo sono per altri, e che quello che per noi è ricchezza, per un altro è povertà, è un esercizio mentale che radica, la capacità di andare verso l’altro. 
Il contatto con persone diverse che parlano lingue impossibili, la soluzione di problemi in maniera alternativa, l’avere la possibilità di toccare con mano che il mondo è ben più grande del piccolo paese in cui si vive, forniscono una capacità di contestualizzazione dei problemi non indifferente, che tante volte si rivelerà utile per il suo futuro.
Mille parole non possono spiegare ad un figlio che si lamenta di dover aspettare l’autobus per andare a scuola, che questo è un privilegio di una parte molto limitata del mondo, e vedere quella parte del mondo lo aiuterà a capire, conoscere e integrare. 
L’integrazione vera, non quella sbandierata e retorica, ma quella che passa attraverso la conoscenza e la vera accettazione del diverso. 

Tuttavia è importante evidenziare che, la scoperta del nuovo deve avvenire quotidianamente, non solo con i viaggi. 
È la curiosità che va alimentata ogni giorno, e questo potete farlo solo voi adulti.
La bellezza non è solo dei luoghi, ma anche e soprattutto delle persone.
I bambini vanno sempre e comunque educati al positivo, perché è questa la realtà. Ci sono ladri, ci sono imbroglioni, ci sono assassini ma non sono TUTTI ladri, imbroglioni ed assassini. Questo è fondamentale per non creare angosce e attaccamenti morbosi. 
I bambini vanno cresciuti con i piedi per terra, ben saldi alla realtà che stiamo vivendo, ma senza spegnere sogni e speranze che solo un incontro può dare.
La cosa più bella, oltre ai luoghi, sono gli incontri: su un treno, su un aereo, sulla metropolitana (chi mi conosce sa quanto ami osservare e giocare con le persone).  Le relazioni tra le persone sono, a mio parere, la vera grande variabile che fa la differenza, che si instaurino in un minuto o in una vita. 
Le persone sono mondi, che con i loro vissuti si accostano, a volte si respingono, altre si attraggono, sovente si intersecano per la durata di pochi istanti. Ma sempre nella certezza che uno scambio è avvenuto.
I bambini hanno questa abilità relazionale naturale, e riuscire a viaggiare con loro, permette a noi di vedere il mondo con i loro occhi. Certo, i ritmi rallentano e gli itinerari zaino in spallo diventano poco praticabili, ma girare il mondo con i bambini ripaga di tutto, perché ci mostrano cose, che l’occhio distratto e superficiale di noi adulti non noterebbe mai. 

Mi piace l’idea di concludere, riportandovi alcuni luoghi idea da visitare con i vostri bimbi, molti di questi non comportano grandi spese e vi permettono un grande guadagno nel bagaglio della fantasia. 

Ammirare la spada nella roccia a San Galgano
Visitare la Porta dell’Inferno a Rocca San Felice
Esplorare la Grotta del Mago ad Ischia
Visitare Napoli e Roma Sotterranee
Partecipare all’Accademia degli Elfi a Riva del Garda
Visitare Monterano, la Città Fantasma
Visitare il Parco dei Mostri di Bomarzo
Visitare il Parco di Pinocchio a Collodi
Partecipare al Capodanno Celtico di Riolo Terme
Attraversare Venezia in gondola.
Visitare Parigi e Versailles
Attraversate le città ( Roma, Venezia, Praga; Parigi ecc…) con i classici battelli.
Ammirare i vetrai di Murano
Partecipare a Notte di Fiaba
Visitare i giardini di Ninfa
Dormire sull’Etna
Dormire sotto le stelle
Assistere alla fioritura dei ciliegi di Marostica
Incontrare Babbo Natale in Lapponia
Nuotare con i delfini
Vedere le balene
Dormire in una casa sull’albero
Visitare Auschwitz
Visitare il Castello delle Fiabe con la neve
Incontrare Pippi Calzelunghe, in Svezia
Visitare Istanbul 
Vedere la Sagrada Familia
Dormire in un faro
Fare un on the road in Transilvania
Restare incantati di fronte ai Camini delle Fate in Cappadocia
Visitare Petra
Visitare Istanbul
Nuotare in una piscina naturale
Assistere ad un incontro di sumo
Fare un Safari  
Ecco, questa è la mia lista. Alcune idee le ho rubate qua e la, altre appartengono alla mia personale lista dei luoghi da vistare. In realtà, l’elenco sarebbe molto più lungo ma già scriverli mi fa pensare di poterlo fare… Ora tocca a voi. Pensate a quali sono i viaggi che fareste con i vostri bambini almeno una volta nella vita,  e ricordate: fatelo ora. Perché più tardi potrebbe diventare mai. 



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