lunedì 18 gennaio 2016

oggi parliamo del gioco con la dottoressa Terri,la psicologa amica dei bambini

Qualche tempo fa ho proposto a Teresa Mainiero, psicologa  specializzata in ipnosi, una collaborazione per il blog....per la mia felicità ha accettato di buon grado, e periodicamente ci farà compagnia con i suoi consigli per mamme e papà.

Per conoscere meglio la Dottoressa Terry,una sorridente ragazza dai riccioli biondi, potete visitare il suo sito

Ecco cos'ha da raccontarci, la parola chiave di oggi è IL GIOCO


Quando Alessandra.. (la strega) mi ha proposto questa cosa…ho  subito sorriso…
Il primo pensiero è stato: … che bello posso giocare… il secondo…curioso il connubio, la strega/l’ipnotista… e non ho potuto rifiutare…
Vi racconterò una storia…”il primo anno in cui mi iscrissi alla scuola di ipnosi facemmo un convegno ad Orvieto..e nella magia di quel ridente paesino ci imbattemmo nella bottega di un piccolo artigiano…Il Mago di Oz… rimasi incantata (oggi potrei dire in trance) da tutte quelle luci, da quei colori e ancor di più dall’amore e dalla cura che quel omone così curioso metteva in tutto quello che faceva e spiegava…
Andai via, portando con me quel ricordo e quell’emozione…
Quando Alessandra, iniziò la sua avventura con la Bottega della strega, nel curiosare furono richiamate in me le stesse sensazioni ed emozioni… ho rivisto l’entusiasmo, la curiosità, il coraggio…La voglia di… sentimenti a me comuni, e con la comunanza di queste passioni e con il piacere reciproco a voler trasmettere agli altri quello che facciamo abbiamo deciso di… Giocare…insieme…

Che cos’è dunque, il gioco…

Alleggerirsi, lasciarsi trascinare dal momento, sentirsi liberi. Ricaricarsi, cambiare prospettiva, stimolare la creatività. Tirare fuori tratti di noi, recuperare spontaneità e leggerezza. Smuovere energie. Il gioco è tutto questo e può fare veramente molto.

Attraverso il gioco, il bambino (e anche l’adulto) incomincia a comprendere come funzionano le cose.  Scopre cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità così come di regole di comportamento che vanno rispettate.
L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità. E’ un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le esigenze di queste sue due realtà.
Schiller dice: "…l'uomo è pienamente tale solo quando gioca”. Giocando, infatti, ogni individuo riesce a liberare la propria mente da contaminazioni esterne, e ha la possibilità di scaricare la propria istintività ed emotività.

I miei interessi mi hanno portato più volte a cercare correlazioni tra la mia attività e il gioco, e curiosando qui e li, ho scoperto che i due fenomeni sono strettamente legati.
Lo stesso Winnicott (padre fondatore della teoria della holding dello spazio transazionale e quindi… una persona seria) diceva. “La psicoterapia ha a che fare con due persone che giocano insieme…”.
Altri studiosi ritengono che forse, solo mentre gioca, il bambino o l’adulto, è libero di essere creativo e di far uso dell’intera personalità, scoprendo se stesso. Il gioco è, sempre, un’esperienza creativa.

Beatson diede grande importanza al gioco, ritenendo che, attraverso di esso, il bambino scopre dove sono le linee di demarcazione delle categorie; per cui il gioco viene inteso come uno stratagemma con cui l’individuo esplora l’universo, quindi è un processo di apprendimento.
Ergo …giocando si impara…e quindi potete star tranquilli ..è una cosa seria…
Senza andare oltre con definizioni o studi se pur autorevoli, quello che mi
sembra doveroso sottolineare è che il compito di analizzare, o quanto meno di cercare di valutare il comportamento dei bambini, attraverso il gioco, non è ad appannaggio dei soli studiosi ma deve coinvolgere in prima persona i genitori. Essi, innanzi tutto, devono trovare il tempo da dedicare al gioco dei loro figli, per dare loro l'opportunità di misurare e sviluppare le proprie risorse e le proprie potenzialità. I bambini reagiscono con entusiasmo alla disponibilità dei genitori a giocare con loro: lo scoprire che possano mostrare interesse e che possano coinvolgersi in un'attività da loro considerata seria, è motivo di grande felicità ed è un modo che consente loro di rafforzare il senso di sicurezza e protezione. E se questo non bastasse per convincervi avrei altri dieci buoni motivi…che non elencherò, quindi state tranquilli…ma uno ve lo voglio dire…

Giocare insegna a stare con gli altri e a diventare amici. Per i bambini il gioco, quello reciproco e spontaneo, è la condizione di base per acquisire abilità relazionali e per sviluppare coscienza sociale, cooperazione e altruismo. Gli stessi meccanismi funzionano anche negli adulti. Attraverso il gioco miglioriamo la capacità di connetterci agli altri e in un’era in cui tutti siamo connessi al pc ma poco alla vita a me sembra fondamentale…
Buon divertimento a tutti…vado a giocare…"

Nessun commento:

Posta un commento