martedì 19 settembre 2017

Lavoretti creativi con i bimbi: l'albero d'autunno

                                                                                   

                                                                                 


Un'attività facile e divertente per riempire di colore i primi pomeriggi di pioggia: ecco come realizzare l'albero d'autunno, un lavoro che stimola la creatività del bambino e che lo aiuta nell'apprendimento della nozione del tempo che scorre e dell'avvicendarsi delle stagioni, perchè può essere ripetuto nei vari periodi dell'anno usando colori e aggiungendo particolari diversi a seconda della stagione che si vuole rappresentare.

Questo è il materiale necessario:



Si comincia incollando al cartoncino da disegno che sarà  la carta azzurra per il cielo e quella verde per il prato


                                                   

Una volta preaparata la base, è il momento di disegnare un tronco sul cartoncino marrone , ritagliarlo e incollarlo



                                 
 

Ora bisogna realizzare la chioma dell'albero , ritagliando  strisce di varie misure 


all'estremità di ogni striscia si applica un pò di colla che servirà a fissare i rotolini colorati


                                 


Ora non resta che incollarli sulla base creando una chioma variopinta




Ed ecco realizzato il nostro albero d'autunno!



Al laboratorio di creatività&riciclo ci siamo divertiti un sacco , e voi? 
Aspetto i commenti e le foto delle opere dei piccoli creativi!


Grazie di cuore a Eléna che mi ha aiutato nella produzione delle immagini del tutorial ;)

lunedì 11 settembre 2017

ti racconto la mia estate




Se vivi al mare, in Sardegna, precisamente a Santa Teresa Gallura, agosto è sinonimo di un'enorme mole di lavoro  senza orari che ti fa arrivare alla fine dell'estate con le batterie completamente scariche.

Quest'anno però ho deciso di rallentare, di non lasciarmi travolgere da ritmi che non fanno più per me, e ho  rinunciato  al mercatino serale che mi portava via  tempo ed energia, con poco riscontro economico rispetto al carico di lavoro che si sommava a quello normale del resto dell'anno. 

E ho preso la decisione giusta.

Dopo anni ho potuto godere di una cena all'aperto con gli amici, della pace della veranda nella casetta in campagna dove vivo, della magia di un bagno in mare al tramonto, tutte cose che avevo praticamente dimenticato e che mi hanno restituito una pace e una leggerezza impagabile.


                           (il collage dei ricordi di Facebook è un ottimo riassunto di tutto ciò)


E stata un'estate produttiva ma senza stress: il laboratorio si affaccia su una piazzetta alle spalle del centro commerciale del paese, e questo mi permette di continuare a lavorare in tranquillità nonostante la bolgia agostiana.
 Ho concretizzato un progetto che avevo da un pò,  Once upon a time la linea di quadri legati alle favole della buonanotte ,rivisitato il  Quadro nascita, un evergreen della Bottega che aveva bisogno di una sferzata di novità e lo shop online si è arricchito della nuova categoria "In offerta" dove trovare tutti gli articoli in saldo .
 Ho  iniziato una nuova e interessante collaborazione e creato Quadrotti e tavole delle attività in esclusiva per i gruppi di acquisto organizzati da Annalivia Palmisano tramite la pagina Facebook Montessoriamo

I laboratori di riciclo&creatività con i bimbi sono andati alla grande, sia in Bottega che in trasferta, e avere l'opportunità di organizzarne uno sotto gli olivastri ai piedi del villaggio nuragico di Lu Brandali è stata un'esperienza magica (ancora mille grazie alla Cooltour Gallura)



Per non farmi mancare niente ho fatto anche il truccabimbi per diversi compleanni, ed è superfluo dirti quanto mi sono divertita a trasformare in gattini, farfalle e dinosauri i nanetti in festa.


La parte online del mio lavoro è importante tanto quanto quella creativa, e ho sfruttato l'estate anche per un corso di comunicazione sui social, e due divertentissimi e utili challenge fotografici :#agostoin31click della mia socialmediabiondina preferita, Silvia Lanfranchi e Viaggiacolori lanciato da Michilab che mi hanno permesso di mettermi alla prova , confrontarmi con tante altre creative e soprattutto far crescere in maniera esponenziale il mio profilo Instagram



E poi una novità in casa: la famiglia è cresciuta, ed è arrivato Albino, un gatto minuscolo con le orecchie praticamente trasparenti, che contro ogni aspettativa con il passare del tempo sta diventando (quasi) carino! 
ops, ora mi tocca fare una tazza nuova ....














Ed eccomi a fine stagione piena di energia come non succedeva da non so più quanto, pronta a salutare l'autunno con tante novità! 
(e se non vuoi perdertene neanche una iscriviti alla newsletter, trovi il pulsante scorrendo in alto, proprio accanto al titolo di questo post)

E la tua estate com'è stata? produttiva, divertente, rilassante, hai viaggiato?
raccontamelo nei commenti, sono curiosa !

mercoledì 6 settembre 2017

"Once upon a time..."




                       Once upon a time : i quadri per inventare la favola della buonanotte

Cosa sono:
Una nuova linea di quadri pensati per accompagnare il tuo bimbo nel mondo dei sogni con una storia.
Tele dipinte con colori acrilici, da appendere sul lettino e usare come spunto per raccontare la favola della buonanotte: il cane, il gattino, l'orsetto vengono visualizzati nel quadro e diventano i protagonisti di viaggi avventurosi tra trenini colorati e mongolfiere.






cosa mi ha ispirato:
tempo fa chiacchieravo con un amico diventato da poco papà e gli ho chiesto come avessero scelto il nome del bambino; mi ha mostrato una bellissima foto d'epoca, con un bagnino in bretelle (il nonno Romeo) e sullo sfondo i bagni di Viareggio.
Nella mia testa quell'immagine è diventata subito un'illustrazione, con  Romeo in versione pupazzetto grassoccio, e ho realizzato per loro un quadro da appendere nella cameretta della casa al mare, che sarebbe diventato il pretesto per raccontare al piccolo le avventure del bisnonno bagnino.
Da qua l'idea di dipingere una serie di quadri che ispirano le favole della buonanotte..
     



perchè sceglierli:
perchè sono un'idea regalo originale, arredano , divertono e stimolano la fantasia del bimbo che ogni sera si ingegna ad inventare insieme ai genitori un'avventura diversa da far vivere ai personaggi del quadro.
Andare a letto diventa un momento speciale di condivisione con mamma o papà.


quanto tempo prima devono essere ordinati:
sul sito trovi quelli subito disponibili (li invio con il corriere e arrivano in tre giorni lavorativi) ma come tutte le mie creazioni posso crearne uno apposta per te, con i colori e i personaggi che desideri.
Considera circa due settimane per la realizzazione di un quadro personalizzato.


quanto costano:
la prima serie è composta da cinque tele dipinte ad acrilico di dimensioni varie (circa 25x35 montate su telaio da 2 cm) con applicazioni in legno, nastri o stoffa, e ogni quadro costa 35 euro; i prezzi possono variare per i quadri su richiesta a seconda del soggetto e delle dimensioni della tela


   



Cosa ne pensi delle mie ultime creazioni? come sempre aspetto i tuoi commenti, e per qualsiasi dubbio o informazione non esitare a scrivermi una mail o contattarmi sulla pagina Facebook della Bottega.


grazie di cuore a Matilde che dopo il laboratorio creativo si è gentilmente prestata a farmi da modella.

martedì 15 agosto 2017

ti presento un'amica: Anna Arcamone




Sarà che siamo due isolane, sarà che i suoi cestini ricordano un sacco quelli della tradizione della mia terra, la Sardegna, ma appena ho "incontrato" Anna su Facebook ho voluto subito sapere di più su di lei e le sue produzioni artigianali.

Così ho scoperto che questa simpatica Ischitana ha un'insegnante d'eccezione, la sua mamma, custode dell'antica tradizione che trasforma la rafia grezza in cesti, borse e cappelli, intrecciandola fino a creare un effetto simile ai merletti.
Realizzare questi oggetti preziosi, carichi di storia e tradizioni, significa lavorare tanto per guadagnare poco (il numero di ore di lavoro non può mai essere sufficientemente remunerato ) e così quest'arte antica rischia di perdersi.



Per fortuna ci sono donne come Anna Arcamone, classe 1978, che dall'età di 8 anni inizia ad armeggiare con ferri e uncinetto, fino ad approdare alla conoscenza degli intrecci per dare vita ai suoi magnifici cestini.



La passione di Anna si sta trasformando in un piccolo brand ( il  logo è stato realizzato da Elisa di  Didut)  a luglio ha partecipato con soddisfazione al Recanati Art Festival, e da Settembre partirà ufficialmente la collaborazione con un'altra interessante realtà artistica ischitana, Cose da Weekend.


Nella pagina facebook Anna Arcamone intrecci di cuore ci fa scoprire attraverso foto e racconti la sua splendida isola e la sua arte antica, spalancandoci una finestra sul suo mondo e dando modo a chi la segue di conoscere una realtà fatta di paesaggi meravigliosi e artigianato di qualità.




Sono davvero felice di questa nuova conoscenza e sono certa che dopo aver letto questo post la seguirete anche voi : grazie di cuore  Anna per essere stata ospite in Bottega e in bocca al lupo per la tua attività.


martedì 8 agosto 2017

Don't worry be happy




Qualche tempo fa ho condiviso sul mio profilo facebook questa immagine ( ho fatto un pò di ricerca ma non riesco a trovare l'autore) e poco dopo ho  ricevuto un messaggio dal Lussemburgo: Silvia mi dice che sta per tornare in Sardegna e ne vorrebbe una riproduzione su tela .

Mentre realizzavo il quadro per lei , un'amica mi ha portato in laboratorio un pò di tavole in legno di diverse misure e dato che i colori e lo stile un pò hippie della creazione per Silvia mi piacevano un sacco, ho deciso di trasformarle una piccola linea dedicata al "pensare positivo".

Ho studiato una palette di colori adatta, ho cercato tra le mie mille scatolette di materiale vario delle applicazioni a tema, e disegnato fiori e farfalle ispirandomi all'immagine originale.

























La frase Don't worry be happy (che io come tanti ero convinta fosse il titolo di una canzone di Bob Marley) è ripresa dal cantante Bobby McFerrin che  si ispira a numerose cartoline e poster degli anni '60 che inneggiavano alla felicità, secondo il pensiero del maestro indiano Baba.

Anche io voglio seminare un pò di leggerezza e positività con i miei lavori di riciclo creativo, e visto che c'ero ho decorato anche due tazzine da caffè...
 che ne dici, ti piacciono?








sabato 29 luglio 2017

Vita da mamma Vs. Vita da single




Ho compiuto da poco 41 anni e sono single praticamente da sempre; non posso dire che la mia sia una scelta ponderata, dettata da chissà quali convinzioni: semplicemente ho avuto storie che non hanno portato a niente di serio.
 Mettici anche un carattere un pò complicato, una totale avversione ai compromessi e la grande fortuna di non aver paura della solitudine.

Amo i bambini (al punto di farne il centro del mio lavoro) e vorrei un soldino per tutte le volte che mi sono sentita chiedere : Ti piacciono così tanto,  perchè non hai figli??? ma sono consapevole dell'enorme responsabilità che derivi dal metterli al mondo e non ho mai incontrato un uomo che mi facesse venire voglia di assumermela insieme a lui.

Qualche mese fa ho ricevuto la telefonata di un'amica che sarebbe arrivata a breve in vacanza nel mio paese e cercava qualcuno che le desse una mano con i suoi tre figli mentre il marito era via per lavoro, e le ho risposto che lo avrei fatto volentieri io.

Anche Francesca ha 41 anni , ma una situazione completamente opposta alla mia: felicemente sposata,  è mamma di Lisa, due anni e mezzo, Lara e Luca, gemelli di 8 mesi.
Non sapevo bene (e neanche lei) come ci saremmo organizzate ma ci siamo date appuntamento a casa loro di li a pochi giorni.



Dopo cinque minuti scarsi dal mio arrivo,  è stato  chiaro che in realtà c'era poco da organizzarsi, ma bisognava star dietro alle esigenze di uno o dell'altro in un moto continuo, perchè con tre bambini di quell'età ce n'è sempre uno/due che ha sonno, uno/due che ha fame, uno/due da cambiare ...sempre.

La domenica l'abbiamo trascorsa a casa mia, che per una giornata intera è stata completamente rivoluzionata , tra passeggini, ovetti, pannolini e piscine gonfiabili in veranda, e inondata di quell'atmosfera magica che solo i bambini sanno creare. E' stato davvero singolare vedere il mio habitat, solitamente occupato da me e Leo (il cane), trasformarsi per diverse ore nella casa di una famiglia "vera".




Nella settimana che ho trascorso con loro ho capito tante cose:

ho capito che le mamme al momento del parto acquisiscono i superpoteri, perchè non trovo altra spiegazione al fatto che si può vivere dormendo poche ore, a intermittenza, per anni

ho capito che bisognerebbe inserire nell'albo del guinness dei primati il numero di volte che si raccoglie un ciuccio da terra in un giorno

ho capito che i bimbi che anche nel duemiladiciassette si possono intrattenere  senza tv, tablet e smartphone, bisogna solo avere una gran pazienza, un barattolo enorme di costruzioni, qualche pupazzo che fa rumore e una certa visione dell'infanzia

ho capito che quando i piccoli cominciano a saltare sul lettone e a ridere a crepapelle la stanza si riempie di felicità, ma che anche goderselo a oziare fino a mezzogiorno, la domenica, quel lettone, non è niente male

ho capito che è giustissimo e sano curare l'alimentazione, cucinare cereali e verdure e fare merenda con lo yogurt, ma che la pizza surgelata davanti alla mia serie tv preferita, mangiata a orari improbabili, ha anche lei il suo perchè

ho capito che essere una mamma è faticosissimo ma riempie l'esistenza di una quantità industriale  d'amore, e che essere single è comodo,  ti rende libera e anche felice.

ho capito che non c'è una regola, che non è una gara a quale sia la scelta migliore, ma che prima di tutto devi trovare il tuo centro e la tua stabilità emotiva, e allora si che la vita è bella (con i figli, o senza).

Grazie a Francesca e ai suoi meravigliosi bambini , inutile dirti che me ne sono innamorata all'istante, per la fantastica settimana passata insieme (la sera però andavo a dormire a casa mia:)

martedì 18 luglio 2017

L' inserimento a scuola: istruzioni per l'uso



Torna l'appuntamento con la nostra Dottoressa Terri, la psicologa amica dei bambini, che oggi ci dà qualche consiglio su come affrontare l'inserimento a scuola dei tuoi nanetti.

"È iniziata l’estate e tutti i vostri piccoli sono oggi in vacanza; per alcuni sarà solo una pausa, mentre per altri, 
Settembre porterà con sé un bel carico di cambiamenti sia per i piccoli che per i genitori.
L’inserimento al nido o alla Scuola dell'infanzia sono passaggi importanti e al contempo obbligati e ognuno di voi ha come compito quello di trasmettere serenità, sicurezza e fiducia in una tappa della vita così importante e delicata.

A noi piacerebbe darvi qualche dritta in più prima dello stacco estivo, per prepararvi in anticipo ed esser sicuri di essere pronti. Vi avviso già, non esiste una formula magica per evitare di vederlo piangere sconsolato e spaesato quando inizia a frequentare la scuola, però degli accorgimenti si, quelli esistono.



La capacità di affrontare i distacchi è una conquista che il bambino fa a poco a poco e che sarà favorita da quello che noi psicologi chiamiamo attaccamento sicuro, ricordate ne abbiamo già parlato, è quel legame solido e forte con la madre o con la figura di riferimento che si occupa del bimbo nei primi anni di vita (caregiver).Quello che aiuta maggiormente un bambino sono la solidità delle sue sicurezze di base e l'avere sperimentato una buona relazione col suo mondo, pertanto, la prima cosa che potreste fare è trasmettergli il messaggio che i distacchi sono dolorosi ma possibili e fanno parte del vivere.

Il bambino deve essere aiutato (badate bene aiutato non sostituito) ad affrontare e superare questa prova, e voi, potete e dovete trasmettergli che il separarsi è difficile ma possibile, che il papà o la mamma ritorneranno sempre da lui, e che questo cambiamento gli consentirà di fare nuove conquiste, come ad esempio la capacità di rapportarsi ad altri bambini.



Ognuno, ovviamente avrà bisogno del proprio tempo a seconda del suo carattere e della sua storia ed alcuni fanno sicuramente più fatica di altri, ma mi infastidisce enormemente chi dice: "Lui è bravo, non ha mai pianto", come se il bambino/a che esprime un disagio fosse cattivo e da correggere.

Bene mi avete scoperto, io ho pianto all’inverosimile, pertanto lungi da me essere insegnate o giudicante, ma con il tempo (e ognuno ha il suo) le esperienze tornano sempre utili e chi lo sa, magari con questi piccoli accorgimenti per voi sarà più facile.

Andiamo al pratico, una prima indicazione su tutte: non è possibile proteggere, sempre, i vostri figli, come vorreste, e forse è giusto che sia così. Dobbiamo dare loro la possibilità di mettersi in gioco, di sperimentare, di imparare anche attraverso gli errori. Saranno inevitabili i conflitti, d'altronde fanno parte della nuova fase, ma saranno uno stimolo per ricercare nuove forme di collaborazione e apertura.

Molti genitori sono convinti che preparare il piccolo per la scuola elementare (si lo so, è cambiata la dicitura ma io preferisco questa) significhi, prima di tutto, insegnargli a leggere e scrivere prima del tempo e mi chiedo,  avete forse paura che non abbia abbastanza capacità?
Se fosse questa la paura, vorrei tranquillizzarvi, il bambino intorno ai 5-6 anni raggiunge una sufficiente autonomia personale, sa controllare la sua istintività, ha consapevolezza di se stesso e degli altri, ma soprattutto comincia a sperimentare il piacere di apprendere e di conoscere nuovi contenuti e nuove realtà pertanto non avrà grandi difficoltà al riguardo, anzi apprendere lo stimolerà, ma solo se lo farà nei tempi giusti.




Spesso, alcuni genitori, nei mesi che precedono la riapertura scolastica, non fanno altro che far fare al loro piccolo lunghi esercizi, finalizzati all’apprendimento della lettura e della scrittura. Ora, capita che il bambino si diverta e sembri incuriosito da ciò che gli viene spiegato, ma se la sua curiosità non è la vostra priorità, sono due i rischi che correte: che il bambino abbia a noia la scuola ancora prima che questa inizi; e che, avendo appreso la parte più complicata del programma per conto suo, una volta in classe si annoi e assuma un atteggiamento saccente e arrogante nei confronti dei compagni che stanno ancora imparando.



Più che insegnare, quindi, ai piccoli a leggere e scrivere, per prepararli al passaggio dalla materna alle elementari, sarebbe più utile osservare il loro comportamento e intervenire laddove questo si rivela più immaturo e non consono a quella che sarà la loro nuova vita a partire da settembre.
“L’ingresso alla scuola elementare (o primaria) coincide per il bambino con il completamento di un processo di crescita” spiega Simonetta Gentile, psicologa psicoterapeuta dell'età evolutiva presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, “un processo che lo porta al passaggio da un mondo soggettivo a un mondo basato su una realtà oggettiva governata da regole condivise, in cui lui dovrà compiere uno sforzo di adattamento, adeguandosi a ciò che la nuova realtà gli richiede.
In altre parole, indicategli la nuova strada da seguire, senza esagerare e ricordando che non si diventa grandi in un minuto.


Proviamo dunque a dare alcuni consigli per i primi giorni :
  • Mostrate fiducia nelle sue capacità.
Le mamme si fanno tantissime domande: il bimbo riuscirà a farsi capire? Sarà in grado di mangiare da solo e andare in bagno? La mia risposta è sì. Per vivere serenamente questa nuova avventura, è molto importante che voi siate i primi a crederci.
Gli insegnanti sono vostri alleati ed è importante collaborare insieme per capire come far superare un disagio.
il bambino avverte se i genitori hanno fiducia nelle sue risorse, se lo considerano capace di affrontare eventuali difficoltà, così come se credono nelle capacità della scuola di sostenerlo, quindi un atteggiamento rassicurante e fiducioso dei genitori sarà fondamentale per aiutarlo a superare un momento critico iniziale





  • Ascoltate entusiasti i suoi racconti e partecipate con gioia alle sue piccole grandi scoperte.
  • Incoraggiatelo/a con un sorriso (equivale a va tutto bene e vale molto più di tante parole)
  • EVITATE i paragoni con gli altri bimbi ( credo abbiate percepito la sottile importanza senza troppe spiegazioni)
  • Aiutatelo a comunicare le sue emozioni. In che modo? Dategli un nome, se nessuno gli da un nome lui non riuscirà ad esprimerle, deve imparare a decodificare, pertanto le domande d’aiuto potrebbero essere 'Come ti senti oggi?', 'Ti è piaciuto disegnare?', 'Ti sei divertito?'.
  • Accogliere il pianto come una reazione normale. È un’informazione, ci dice qualcosa, ascoltatelo e osservatelo. Può capitare che durante i primi giorni di scuola compaiano fenomeni regressivi e manifestazioni di ansia, come risvegli notturni, enuresi, tic (ad esempio la chiusura ripetuta degli occhi), si tratta in genere di fenomeni transitori che non devono allarmare eccessivamente poiché tendono a risolversi spontaneamente quando il bambino acquisisce sicurezza nella nuova situazione. Se però tali manifestazioni diventano persistenti, potrebbero segnalare un disagio più profondo, legato spesso a difficoltà di relazione con le figure primarie. A volte capita che (anche se a livello inconscio) i genitori, ed in particolare la madre, vivano l’ingresso in prima elementare come una perdita, la perdita del suo bambino che crescendo, si separa da e prova piacere nell’investire le sue energie al di fuori della relazione con loro. Questo dolore, viene percepito dal bambino, che si trova combattuto tra la sua voglia di crescere e sperimentare e il senso di colpa verso i genitori, pertanto inizia a manifestare un disagio, con la comparsa di sintomi, quali il classico mal di pancia che lo rende impossibilitato ad andare a scuola o, nei casi più seri, al rifiuto diretto di andare a scuola.

    Pertanto è fondamentale che vi mostriate felici, sereni e fiduciosi della nuova avventura che vostro figlio sta per vivere, solo così gli darete la giusta base sicura con cui intraprendere il viaggio nel mondo della scuola.
  • Rispettate le regole della scuola
     Per funzionare bene un'organizzazione ha bisogno di condividere       delle regole e voi avete il compito di appoggiarle.
Lasciate lavorare gli insegnanti e vivere tranquilli i vostri figli. Non partite dal presupposto che la scuola sia il luogo delle ingiustizie per eccellenza. Cari genitori, bisogna insegnare ad amare la scuola, e per poterlo fare prima di tutto dovete amarla voi. Se volete che il vostro bambino, o il vostro ragazzo veda la scuola come un luogo dove stare bene e non come una prigione ingiusta, dovete considerarla così prima di tutto voi.Gli errori che fate danneggeranno prima di tutto i vostri figli.
  • E per ultima, ma non ultima una considerazione che a mio avviso dovrebbe esser fatta per prima. Per diventare grandi occorre crescere bambini.
A voi che li spingete a perdere la loro fanciullezza, rimpiangerete la bellezza e l’arrendevolezza del bambino che si divertiva con voi giocando. Ripenserete al poco tempo che avete dedicato al gioco con loro, alle occasioni perse per mille impegni che ritenevate più importanti.
Non esistono occasioni migliori, esiste l’adesso, il presente, è l’unico tempo che non potrete avere indietro, godetevelo insieme a loro in questa calda estate.
“Essere adulti non vuol dire essere grandi: troppi adulti non sono grandi, troppi adulti fanno fatica a diventare grandi. Spesso non lo sanno, e nessuno li aiuta, ma poter essere bambini appagati aiuta gli adulti a sentirsi grandi, a non voler rimanere piccoli dentro ,piccoli, mi raccomando, non bambini, perchè gli adulti che non hanno giocato non sono stati mai, davvero, dei bambini"

se desideri approfondire l'argomento, visita il sito della Psicologa Teresa Mainiero.

Grazie di cuore Dottoressa Terri, al prossimo appuntamento!