martedì 17 aprile 2018

Bebuù, il portale tutto italiano dell'handmade dedicato all'infanzia








Un paio di anni fa sono stata contattata dallo staff di Bebuù , un sito che si rivolge al mondo della prima infanzia, che stava creando una piattaforma di vendita specializzata in questo settore e mi proponeva di aprire con loro il mio "negozio" virtuale; feci l'iscrizione ma un pò per inesperienza , un po’ perché in quel periodo avevo un punto vendita vero e proprio più mercatini vari da seguire, non mi occupai di sfruttare al meglio quell'opportunità.




Ma ogni cosa ha il suo tempo, ho cambiato completamente l'organizzazione della mia Bottega, ho preso un pò di confidenza con siti e piattaforme e deciso di dedicarmi alle vendite online; 
nel frattempo anche Bebuu è cresciuto e ha creato una rete di crafter di tutto rispetto che propongono creazioni selezionate....e ci siamo ritrovati.




Da qualche mese anche io ho il mio negozio Bebuu dove propongo i miei prodotti, ma il nostro rapporto non si esaurisce qui: tramite loro ho avuto la possibilità di partecipare all'ultima edizione del Mondo creativo a Bologna e sono stata selezionate per il tutorial natalizio della rivista Casa Creativa, e questo in soli pochi mesi di attività insieme.



Perchè dietro questa piattaforma c'è una squadra di professionisti che si dedica con il cuore a chi collabora con loro.

Oggi è venuta a trovarci Giusi , la fondatrice del sito, che ci racconta un pò di curiosità sul tenero mondo di Bebuù


"Ciao Alessandra. Grazie per aver dedicato la tua attenzione a Bebuù. 
Bebuù è un portale 100%  italiano sul quale è possibile acquistare e vendere creazioni fatte a mano dedicato alla mamma ed al bambino, ma non solo! 
Su Bebuù le Mamme possono informarsi con articoli dedicati al mondo dell’infanzia scritti da esperti in pediatria, ostetricia ed in educazione infantile, mentre le creative possono dedicarsi alla lettura di scritti in web marketing, fiscalità per hobbisti  ecc anch’essi redatti da esperti di settore."




Ci racconti un pò di te? dove vivi, quanti anni hai, cosa ti appassiona



"Ok, ora tocca a me! 
Mi presento, sono Giusy e sono una Commercialista per formazione ma una sognatrice per vocazione. 

Vivo in campagna, lontana (per quanto possibile) da smog ed auto.  Adoro a fine giornata di lavoro rintanarmi nella mia casetta e dedicarmi alla mia famiglia.
Vuoi rendermi felice? Portami a fare un pic-nic in un prato verde o in riva al mare con la mia famiglia ed i miei amici di sempre!




Com'è è nata l'idea di Bebuù ?

"L’idea di Bebuù è nata durante la mia prima gravidanza. Era il 2012 e fui costretta per un periodo a casa per problemi legati alla gravidanza, così iniziai a navigare su internet, così come fa la maggior parte delle mamme in attesa, in cerca di altre donne che avevano  vissuto l’esperienza della maternità, e  con cui scambiare informazioni, condividere timori, avere incoraggiamenti, ma anche consigli pratici sul corredino da preparare e i prodotti che più mi sarebbero serviti. 
Approdai così in un marketplace (oggi non più esistente) dedicato all’handmade e restai folgorata da questo mondo!

Conoscevo l’arte del saper fare con le mani, sin da piccola, da quando osservavo la mia nonna lavorare ai ferri e l’uncinetto. Ricordo benissimo dei lunghi pomeriggi d’inverno, quando le donne di casa si riunivano intorno al caminetto e tra una chiacchiera e l’altra c’era chi cuciva, chi preferiva ricamare e chi usare l’uncinetto.
Navigare in quel portale riportò nella mia mente profumi di ricordi ormai lontani. Ma, nonostante ciò, realizzai che non esisteva un portale dedicato  esclusivamente ai bambini e alla genitorialità, nel quale poter leggere di allattamento ed educazione Montessori e al contempo  poter fare acquisti consapevoli con attenzione all’eco sostenibilità, al rispetto del lavoro e alla qualità dei materiali utilizzati. Ne parlai con mio marito, Project Manager in una società di informatica e da lì si avviò il nostro progetto."



Come hai scelto il nome? 


"Il nome Bebuù è nato in modo quasi naturale. E’  il nomignolo che avevamo dato alla nostra bimba prima di conoscere il sesso e decidere il suo nome. Bebuù (con l’accento sulla U) vien fuori da bebè e Majin Bù (sì, proprio lui, uno dei personaggi di  DragonBall). Un giorno mio marito nel parlare al “pancione” gli vien fuori “Bebuù” e da quel momento in poi e anche per un po’ dopo la nascita, la nostra prima bimba è stata chiamata Bebuù.
Quando dovevamo decidere il  nome da dare al portale non abbiamo avuto dubbi!
Bebuù per noi è il nostro terzo figlio. Lo abbiamo ideato, pensato, idealizzato, visto nascere e crescere giorno per giorno.

PS. Alessandra, ti svelo un segreto: la seconda bimba in gravidanza era Dudù: chissà che un giorno non nasca un secondo portale..."





Chi fa parte della tua squadra? Dove si svolge il vostro lavoro?

"Sì..è esatto! Bebuù è una squadra! Ci sono io, Luigi,  Laura, Giuseppe, Luigi p e Marco, siamo campani e tutti insieme ci occupiamo ogni giorno di Bebuù.
Io e Laura siamo le due interfacce con le creative ed i clienti. Luigi, mio marito è insieme a me la mente di Bebuù. Giuseppe, Luigi P e Marco si occupano della parte tecnica.

Più che un’azienda, siamo una piccola famiglia, in particolare io e Laura nasciamo come amiche e pur avendo caratteri molto diversi, ci capiamo con un solo sguardo. Lei però è un più schiva e molto riservata e non ama mostrarsi al pubblico, ecco perché preferisce seguire il tutto restando per lo più dietro le quinte..o meglio il monitor!
Il nostro lavoro si svolge un po’ ovunque, nel senso che io e Laura siamo quasi sempre connesse (al mondo e tra noi) e ci capita di lavorare un po’ ovunque, tranne poi incontrarci in ufficio per i nostri briefing periodici con il resto del team."


Un pò di numeri ....quante crafter avete coinvolto in questa avventura?

"Non mi piace parlare di numeri (nonostante il mio lavoro)! Con Bebuù mi piace parlare di crescita e ad oggi siamo il portale italiano più importante dedicato all’handmade per Mamma e bambino.."






Progetti per il futuro?

"Così come per un figlio, il nostro obiettivo è farlo crescere forte e sano affinché un giorno possa correre e  farsi conoscere al Mondo. Non ci aspettiamo nulla in cambio, non pretendiamo che diventi il primo della classe però crediamo tanto in lui e gli doneremo  tutti gli strumenti utili affinché possa diventare grande ma con attenzione e rispetto della natura e del lavoro altrui. Ma il nostro sogno è che inizi a parlare tutte le lingue del mondo!"



Quali sono le caratteristiche che vi differenziano da altri siti di vendita di artigianato?

"Credo che il nostro punto di forza sia proprio la squadra. Gli artigiani che vendono su Bebuù sanno che dall’altra parte c’è un team di persone che svolge questo lavoro con vera passione. A molti sarà capitato di ricevere una nostra mail anche all’una di notte. Non ci fermiamo mai e siamo sempre disponibili ad  aiutare chi ci chiede un consiglio. 
E poi siamo Italiani…e già questo dovrebbe dirla lunga sul nostro valore aggiunto, no?! ;)"


Direi proprio di si! 
non posso che consigliare alle colleghe creative di avvicinarsi a Bebuù e al suo fantastico e stimolante mondo e alle mamme e a chi cerca un'idea regalo handmade per i bimbi di andare subito a fare un giro tra i bellissimi negozi: c'è davvero l'imbarazzo della scelta.

Grazie di cuore a Giusy  per essere passata di qui, torna pure quando vuoi!

martedì 10 aprile 2018

Bambini e tecnologia: è giusto dare libero accesso tablet e smartphone?



Torna a trovarci sul blog la Dottoressa Terri , la psicologa Teresa Mainiero


l'articolo di oggi parla di bambini e tecnologia:
con un sondaggio sulla pagina Facebook della Bottega della Strega, voi mamme ci avete suggerito l'argomento ed ecco il punto di vista della nostra psicologa amica dei bambini.



"Negli ultimi anni, l’avanzare della tecnologia ha avuto una diffusione così rapida[1] da sfuggirci di mano, ma al contempo, ha dato la possibilità di porsi delle domande e riscoprire vecchi mondi che erano stati quasi dimenticati.

Pensateci un attimo, un articolo, in un blog, un sito, una pagina per genitori, in cui si evidenziano vecchi metodi educativi e accessori appositi,sponsorizzato in rete, scritto da una psicologa che si è rifatta alla bibliografia specifica in materia di vecchi testi, che sono stati ora digitalizzati e quindi resi facilmente accessibili. Sembra tutta un paradosso, eppure è questo quello che sta succedendo, mondi diversi che si fondono e possono dar vita a qualcosa di meraviglioso.

Non è mia intenzione tediarvi con numeri e statistiche, né tantomeno cercare di trovare la definizione migliore tra nativi digitali (Prensky 2001) o net generation (Tapscott 1999)[2],quanto piuttosto portarvi a riflettere provando a comprendere, se e in che modo i cambiamenti che si sono registrati nel corso degli anni coinvolgono il modo di pensare, di apprendere, di percepire l’identità dei vostri figli e di conseguenza le relazioni con gli adulti.
Secondo voi come mai i bambini piccoli sono così attratti dai tablet?
 Partiamo dalle origini: ogni bambino possiede in maniera innata, la capacità di apprendere attraverso l’esperienza, questa capacità si chiama rappresentazione enattiva o operativa, così definita dallo psicologo cognitivista Jerome Bruner; 
questa abilità importantissima nelle prime esperienze, viene via via sostenuta con la crescita, dalla possibilità di sfruttare le immagini e successivamente il linguaggio, ad altre modalità rappresentative simboliche.




La modalità rappresentativa, è quella che i bambini utilizzano nei loro primi tentativi di esplorazione del mondo, che avvengono principalmente a livello tattile: essendo questa, la modalità di interazione prediletta delle tecnologie touchscreen, anche i bambini di pochi mesi ne sono attratti. Inoltre, gli stimoli luminosi, i colori vivaci e i suoni sono attrattive comuni con molti dei giocattoli che i bambini a questa età usano, ed è per questo che riscuotono un così grande successo.[3]

La domanda da porsi ora è, “cosa succede da un punto di vista cognitivo ad un bambino quando è esposto al display tattile di un tablet a lungo?”.

Mentre psichiatri infantili come Serge Tisseron coniano la regola del 3,6,9,12 che suggerisce nessun schermo digitale fino ai tre anni compiuti, nessunaconsole di videogiochi fino ai sei anni, nessun accesso ad Internet prima dei nove e accesso libero alla rete solo dopo i 12 anni, c’è chi mantiene un atteggiamento più neutrale, come il prof. Giuseppe Riva (docente di psicologia dei nuovi media presso l’Università Cattolica di Milano) il quale, ha evidenziato alcuni pro e contro dell’utilizzo dei nuovi dispositivi touchscreen da parte dei più piccoli, affermando che: se da un lato migliora il processo di coordinamento dei movimenti e velocizza il processo decisionale, dall’altro l’utilizzo intuitivo di tali dispositivi riduce la capacità di mantenere l’attenzione su un compito a lungo.
Inoltre Riva afferma che, il multitasking (tipico di questi strumenti) richiede un uso distribuito dell’attenzione, che potrebbe in qualche modo penalizzare lo sviluppo delle abilità di attenzione sostenuta e delle capacità attentive in generale, anche se, la stessa caratteristica, sembrerebbe stimolare le abilità di integrazione cognitiva e l’elevata intuitività, fornire un’importante motivazione e un rinforzo all’utilizzo.

Gli aspetti caratteristici dei “nativi di digitali”, sembrano essere una maggior capacità di acquisire informazioni, e quella di sviluppare processi di pensiero differenti, per via della possibilità di essere sempre connessi alla rete; Di contro però, tali aspetti comportano un maggior rischio di “dipendenza” dalla rete stessa, in quanto senza di essa non si è mai allenata la capacità di recuperare informazioni;ainoltre, è vero che i nativi digitali, posseggono un numero di informazioni estremamente maggiore rispetto ai bambini di qualche hanno fa, ma accumulano molte lacune rispetto alle informazioni stesse, minando in questo modo le loro future competenze di base.

Altri studi di carattere neuropsicologico, sembrano evidenziare come l’uso di strumenti informatici attivino aree cerebrali diverse, rispetto a quelle sollecitate da altre esperienze sensomotorie, pertanto è fondamentale che vengano sollecitate entrambe.

Lo so vi sto confondendo, ma purtroppo la gioventù delle ricerche in materia è ancora molto contrastante.

Personalmente credo che, l’unico modo per filtrare in maniera corretta questo tipo di dati, sia l’informazione, ed è per questo che è necessario partire dalle basi: Per un bambino, la percezione è lo strumento con cui corpo e mondo esterno entrano in contatto, dando inizio all’opera di co-costruzione della mente, quindi, il contesto diventa di primaria importanza rispetto alla gamma di esperienze a cui il bambino può accedere, e chi ha il compito di selezionare il contesto? Voi. 
Se il contesto che fornite è dato solo da supporti informatici, sicuramente i bambini diventeranno abilissimi nel riconoscere le immagini del desktop, le icone delle applicazioni e il loro funzionamento, ma avranno delle carenze in altro.



Attività di manipolazione con materiali quali plastilina, pongo, tempere a dita, costruzioni o giochi fisici come il pallone, il parco, sono molto importanti per permettere al bambino di sviluppare il proprio schema corporeo e affinare la coordinazione oculo manuale. Per i bambini, così come per gli adulti (anche se tanti lo hanno scordato) è fondamentale fare esperienze che coinvolgano i cinque sensi, e lo è ancor di più dare rilievo ai giochi esperienziali che consentono di percepire il proprio corpo nello spazio. Una difficoltà motoria, infatti, influenza sia lo sviluppo del linguaggio sia le attività di lettura e scrittura.



Ora, io non vorrei azzardare ipotesi che non possono avere una validità scientifica anche perché la letteratura in materia è poca e io non sono una ricercatrice, ma ho il dubbio (sappiate che amo insinuarmi e insinuare un dubbio che ci porti ad avere una maggiore attenzione) che l’aumento smodato di disturbi dell’apprendimento dei piccoli di oggi possa avere una correlazione con queste difficoltà.

Personalmente concordo con chi sottolinea che un uso regolamentato e consapevole del tablet possa essere utile, a patto però che venga affiancato ad altre attività, come la lettura, il gioco libero, i giochi immaginativi, le attività creative e via dicendo.




 Non dimenticate infatti che, mentre per gli adulti tablet, smartphone sono l’ultima evoluzione di un progresso tecnologico portato avanti negli anni, per i bambini che nascono oggi si tratta di oggetti di uso comune, la cui quotidianità deve essere ancora completamente costruita. Non è un bene considerare questi strumenti una baby sitter ma occorre considerarli come un mezzo, e non un fine, di condivisione ed esperienza con i propri figli.
A voi genitori che probabilmente avete letto il tutto, in cerca di qualche consiglio, suggerisco di prestare attenzione alla scelta delle app che scaricate per i vostri figli, chiedetevi se sono adatte alla sua età e alla sua persona (lo stesso vale per i programmi tv); 
date un’occhiata ai contenuti, al contesto (ovvero per quanto tempo, con quale frequenza e con quali modalità mio figlio utilizza il tablet o guarda la tv? Lo sostituisce a tutto il resto?); 
Stabilite delle regole, per voi e per loro e soprattutto non dimenticate che siete il loro esempio, la loro guida, e come dice Marie von Ebner-Eschenbach 

“I bambini danno molta più importanza a ciò che i genitori fanno, che a ciò che essi dicono” 





pertanto, quando sembra che non ascoltino le vostre parole, prendete il loro viso tra le mani, guardateli intensamente, spiegate loro quello che non hanno voluto udire e accompagnateli nel tortuoso mondo del saper fare."

E tu come gestisci tablet e smartphone con i tuoi bimbi? 
Raccontacelo nei commenti!

Se hai dubbi o perplessità in merito e vuoi approfondire l'argomento con la Dottoressa Mainiero, sul suo sito trovi tutti i contatti per richiedere una consulenza personalizzata.



Bibliografia:
“Cosa ci ha rubato la tecnologia?”, articolo apparso su La mente è meravigliosa il 28 ottobre 2015

Endangered Minds: Why Children Don’t Think—and What We Can Do About It; M.Healy J. 1999

Genitori tecnovigili per ragazzi tecnorapidi ; Mazzucchelli C; pubblicato da Delos Digital nella collana Techovisions.

“Infanzia, media e nuove tecnologie: strumenti, paure e certezze” di Pira, Marrali, ed. Franco Angeli (2007).

MEDIA EDUCATION – Studi, ricerche, buone pratiche © Edizioni Centro Studi Erickson S.p.a.ISSN 2038-3002 –Vol. 7, n. 2, anno 2016.

Proust e il calamaro. Storia del cervello che legge;Wolf M; 2009.

mercoledì 4 aprile 2018

attività per i bimbi 6/12 mesi: Il cesto dei tesori




Spesso mi viene chiesto di realizzare i pannelli delle attività per bimbi molto piccoli, ma  nonostante anche loro abbiano una gran voglia di toccare e scoprire, i pannelli non sono indicati prima dei 10/12 mesi.
Per offrirti una valida alternativa, ho fatto un pò di ricerca sui vari siti specializzati in giochi montessoriani , intervistato mamme e tate, e ho scoperto "Il Cesto dei Tesori", un'attività che impegna molto i bimbi e molto semplice da realizzare con oggetti che facilmente troverai a casa.

Intorno agli anni '50, la pedagogista Elinor Goldschmied sperimenta una tecnica ludica rivolta ai bambini dai 6 ai 10 mesi, età in cui sono già in grado di stare seduti da soli e afferrare gli oggetti, ma non riescono a raggiungere autonomamente ciò che li attira e li incuriosisce visto che ancora non camminano; ecco allora il Cesto dei Tesori, da riempire con varie attività e mettere a disposizione del piccolo. 

Si tratta di un normale cesto di vimini, riempito con oggetti semplici, fatti con materiali naturali, che il bambino imparerà a conoscere attraverso il tatto (materiali di consistenza diversa) il gusto (tenderà ad "assagiare" tutto ciò che tocca) la vista (colori e dimensioni differenti) l'udito (suoni che provengono dal movimento dei vari oggetti) e l'olfatto (il bimbo viene stimolato anche dall'odore dei materiali naturali) .
Nella versione originale non sono inseriti oggetti di plastica nè giocattoli.





Resterai stupita dalla curiosità del tuo bimbo,  dall'attenzione che riserva ad un'oggetto piuttosto che ad un altro, ed è importante che gli adulti lascino massima libertà durante il gioco, limitandosi ad osservare senza intervenire.

Ecco allora qualche idea su cosa mettere nel tuo Cesto dei Tesori: 

pigne, piccoli sassi, tappi di sughero,  spugne naturali e sintetiche







sonagli e oggetti che fanno rumore: un'idea può essere quella di riempire a metà le bottiglie usate dello shampoo con lenticchie o fagioli, in modo da creare una sorta di maracas fai da te (ricorda di sigillare bene la bottiglia)

mestoli e utensili da cucina in legno, mollette da bucato







scatoline di varie dimensioni (ricordati di metterci dentro qualcosa, i bimbi adorano "l'effetto sorpresa") , scampoli di stoffa di  forme e tessuti diversi





nastri e oggetti in cui si possano infilare e sfilare : le rocchette vuote del filo da cucire, il rotolo interno dello scottex, vecchi bracciali rigidi della mamma, gli anelli della tenda doccia



e ancora : piumini da cipria, spazzolini da denti, sottopentola, gomitoli di lana, mazzi di chiavi...e se hai bisogno di altre idee, ecco la mia bacheca su Pinterest dove ho raccolto immagini e link a tema.

Un'ultimo suggerimento: se dovete fare un viaggio o semplicemente andare a pranzo dai nonni, sostituisci il cestino con un contenitore ermetico in modo da poterlo trasportare agevolmente con tutto il suo magico contenuto!

Spero di esserti stata utile e aspetto le foto del tuo cesto dei Tesori! Se il tuo bimbo ci gioca, scrivi nei commenti che cosa ci hai messo dentro e quali sono i suoi oggetti preferiti, l'esperienza diretta è quella che dà sempre i consigli migliori!

E se questo post ti è piaciuto, condividilo tra le amiche mamme :)

martedì 20 marzo 2018

Come realizzare un pannello delle attività montessoriano




La tavola delle attività è un pannello accessoriato da oggetti di uso comune da proporre ai bambini dai 18 ai 24 mesi per stimolare la manualità e lo sviluppo cognitivo.

E' ispirato ai principi della pedagogia montessoriana, che favorisce le attività in autonomia dei bambini, stimolando la scoperta del mondo circostante attraverso l'esperienza diretta, in modo da permettergli di imparare mentre giocano.



L'interazione con le diverse parti della tavola favoriscono la manualità e al tempo stesso la creatività: è una gioia vederli alle prese con interruttori e passanti e condividere con loro la soddisfazione di aver scoperto un nuovo meccanismo.

Tante mamme mi hanno chiesto di realizzarle per i loro bimbi e ho avuto modo di sperimentare diverse attività da applicare sul pannello; con questo post voglio darti qualche idea su come farlo a casa: non è difficile, se sei provvista di uno spazio adatto, un pò pazienza e gli attrezzi giusti;

 vedrai che il risultato ti piacerà (e soprattutto piacerà al tuo bambino).







Ecco di cosa hai bisogno:

una tavola di legno spessa almeno 5cm ben levigata , di circa 30cm x 40

un bordo in stoffa o carta robusta da incollare ai lati della tavola

attività varie da applicare

un trapano o una trivellina

una graffettatrice

un paio di forbici robuste

ago e filo

velcro

viti e cacciavite

occhielli in acciaio

colla vinilica e colla a caldo





Per dare più scelta alle mie clienti io dipingo la tavola con colori acrilici, ma verrà benissimo anche se lasci il pannello in legno naturale (se decidi di dipingerlo metti in conto un pò di tempo in più, il colore deve asciugare perfettamente prima di iniziare il lavoro)





Ti consiglio di cominciare con il bordo: applica il vinavil su ogni lato della tavola incollando man mano il nastro  in stoffa e assicura le pieghe negli angoli con la graffettatrice;





quando la colla avrà fatto presa e il bordo si è fissato per bene puoi cominciare ad applicare le varie attività:

ritaglia  piccoli quadrati di materiali di consistenza diversa : spugnette, feltro di diversi spessori, cartone robusto ondulato :
 permetteranno al bambino di sperimentare il tatto e distinguero il liscio, il ruvido, il morbido, ecc.

Su un lato di ogni riquadro fissa con la colla a caldo la parte più liscia del velcro, mentre quella ruvida dovrai verrà incollata e graffettate sul punto della tavola in cui vuoi applicarla: in questo modo i vari materiali avranno anche la funzione attacca e stacca.











Sui riquadri di stoffa puoi cucire i bottoni classici e i bottoni a pressione e l'attività diventerà ancora piu' ingegnosa; e quando il tuo bambino si ritroverà i bottoni sugli abiti istintivamente li aprirà o chiuderà da solo!




Anche la cerniera li impegna molto e ha la stessa utilità, ti consiglio di cucirla su un pezzo di stoffa robusta in modo che scorra agevolmente, incollarla con la colla a caldo alla tavola e assicurarla con la graffettatrice.






Una serie di occhielli avvitati alla tavola e un laccio per le scarpe diventano una divertente attività per imparare a infilare e sfilare




Per aggiungere una chiusura a scatto ti basta prendere una di quelle piccole cinture per assicurare le valigie e graffettarla alla tavola.




Il pulsante per le abatjour è uno degli oggetti preferiti dai bimbi, puoi attaccarlo con un collante forte (tipo millechiodi) e premere finchè resta ben fermo.




In ferramenta trovi diversi tipi di passante, scegli quello che preferisci, appoggialo sulla tavola e con la trivellina o il trapano fai i fori per le viti; un bel giro di cacciavite ed è fatta!








Con lo stesso sistema puoi aggiungere una rotella, solitamente hanno due o quattro fori su una base di acciaio quadrata che ti permettono di fissarla facilmente





Il risultato finale sarà più bello se usi la fantasia e arricchisci il pannello delle attività con colori e disegni; per personalizzarlo puoi aggiungere il nome del tuo bimbo!




Queste sono le attività che di solito utilizzo per le mie tavole in pronta consegna, ma ci sono tanti altri accessori da applicare : in questa bacheca su Pinterest raccolgo le immagini da cui prendere spunto.

Mi raccomando, a lavoro ultimato mandami le foto del pannello, perchè sono curiosissima!



Se invece ti sei stancata solo a leggere il procedimento, o non hai tempo o spazio o voglia , la faccio io per te! Qui trovi quelle già pronte , se ne vuoi una personalizzata scrivimi e cercherò di accontentare al meglio le esigenze del tuo bimbo !

giovedì 15 marzo 2018

Ecco perchè io dico no ai Superpigiamini





All' inizio fu Hallo Kitty. Poi Peppa Pig, Masha e Orso, Elsa di Frozen e ora i Superpigiamini: sono loro  i miei nemici giurati.

e ti racconto perchè....


La Bottega della Strega è il mio piccolo mondo, il laboratorio dove realizzo creazioni handmade per arredare le camerette dei bimbi.




Ogni prodotto della Bottega è un pezzo unico e spesso creato proprio "su misura": mi piace conoscere  mamme e bimbi e studiare insieme un progetto che diventa un oggetto personalizzato, un ricordo prezioso dell'infanzia del tuo bambino.





Il suo colore preferito, un abitino particolare, magari quello indossato al suo compleanno, l'amico a quattro zampe che vive in famiglia, sono tutti particolari che contribuiscono a creare un'illustrazione che sarà un quadro da appendere sul lettino, o uno scrigno in legno decorato, o un album da colorare con tuo figlio come protagonista.




Spesso ,per mettere a punto il progetto di una creazione, chiedo alle mamme di mandarmi qualche foto che studio per aggiungere quel dettaglio in più che la renderà ancora più "sua".



Questo scambio di informazioni crea un rapporto diretto con le mie clienti, che mi permettono di entrare nella loro famiglia, mi rendono partecipi di momenti particolari: 
 ci conosciamo un po' meglio, e cosa che mi rende davvero felice decidono di darmi fiducia, e scelgono me insieme alle mie creazioni.

E' quello che è successo con Vanessa, mamma di Viola e Andrea: ci siamo conosciute su Facebook, ci siamo incontrate, e mi ha chiesto di realizzare i quadri per la cameretta dei bimbi, che hanno una passione per lo spazio e vivono in campagna circondati dagli animali: eccoli allora protagonisti di viaggi interstellari con gatto e coniglietto al seguito. Ma non solo: Vanessa lavora nel settore della grafica, e tra una chiacchiera e un altra mi ha dato anche qualche dritta su come organizzare dei post promozionali.
Siamo tutt'ora in contatto, e quando lei e i bimbi passano a trovarmi in laboratorio è sempre una festa!






È per questo che dico che la Bottega è il mio piccolo mondo, fatto di colori, creatività, fantasia e soprattutto di rapporti umani; per me è una gioia aprire, anche virtualmente, la porta del mio laboratorio e incontrare persone che in quello spazio si trovano a loro agio perchè condividono prima di tutto i miei valori e il mio modo di vedere le cose, con gli occhi dei bambini.


E' chiaro che tutto ciò va in controtendenza alla grande distribuzione,  alla pubblicità massiva che decide cosa va di moda, al concetto dell' usa e getta, ma mette al centro ogni singolo bambino, con i suoi gusti e i suoi desideri (quelli veri però, non quelli presi dalla tv)



Ora hai capito perché quando mi chiedono : "mi fai un quadro con Gattoboy?" hanno proprio sbagliato indirizzo?

Se anche tu ami l'handmade, il riciclo creativo, i regali personalizzati e un mondo a misura di bambino, ti aspetto in Bottega , puoi seguirmi sulla pagina Facebook e su Instagram, e per qualsiasi dubbio o curiosità scrivermi a 

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